L’infermiera killer era recidiva: questa la nuova sentenza

Daniela Poggiali (foto dal web)
Daniela Poggiali (foto dal web)

Nuovi guai giudiziari per Daniela Poggiali, l’infermiera 44enne che lavorava all’ospedale Umberto I di Lugo, nel ravennate, accusata di avere ucciso una sua paziente 78enne iniettandole la mattina dell’8 aprile 2014 una dose letale di potassio. L’infermiera è stata condannata all’ergastolo a marzo, mentre contro di lei col passare dei mesi vennero mosse accuse gravissime e si arrivò a sospettare che le persone uccise con iniezioni letali fossero addirittura 93. Nelle scorse ore, invece, per una serie di ammanchi nel reparto di Medicina dell’‘Umberto I’ di Lugo tra il marzo 2013 e l’aprile 2014, Daniela Poggiali è stata condannata a quattro anni e mezzo di carcere per furto aggravato e peculato.

I giudici hanno anche assegnato 5.000 euro di risarcimenti all’Ausl Romagna per il danno d’immagine patito, mentre l’infermiera è stata assolta “per non avere commesso il fatto” per altri otto reati, sempre riguardanti dei furti, per i quali non è stato possibile accertare la sua responsabilità. Inoltre Daniela Poggiali qualche settimana fa era stata condannata a tre mesi per il tentato furto di 10 euro dal portafogli di un anziano, andato in ospedale a trovare la moglie in fin di vita, avvenuto nell’ottobre 2013.  Sull’ex infermiera – apparsa per nulla scossa davanti alle accuse che le vengono mosse – pende ancora un ultimo fascicolo della procura di Ravenna: quello appunto relativo a molti decessi sospetti avvenuti nel suo reparto.

 

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GM