Trump, cento giorni per costruire un’altra America

(Zach Gibson/Getty Images)
(Zach Gibson/Getty Images)

Come si preannunciano i primi giorni del Governo presidenziale di Donald Trump? Senz’altro il neo presidente potrà con un colpo di firma disfare alcune iniziative del suo predecessore Barack Obama, costretto ad adottare quest’ultime tramite decreto esecutivo, per ovviare all’ostruzionismo del Congresso. Stephen Moore, consigliere del neo presidente, ha annunciato al The New Yorker  “Vogliamo identificare forse venticinque ordini esecutivi che Trump potrà effettivamente firmare il primo giorno di mandato. Se governi con ordini esecutivi, allora il prossimo presidente può arrivare e rovesciarli tutti”. Questo segnerebbe la fine del blocco sulla deportazione degli immigrati minorenni senza documenti e dell’accoglienza dei rifugiati siriani. Dando invece via libera all’ammorbidirsi dei controlli sulla vendita di armi e all’avvio da parte del Dipartimento del Commercio di azioni contro la Cina. Trump potrebbe inoltre in queste ore nominare un procuratore speciale per mettere sotto inchiesta il suo avversario Hillary Clinton. Certamente il “Contratto con gli elettori americani” presentato a Gettysburgh in clima pre elettorale si poneva come obiettivo quello di “restaurare l’onesta, la responsabilità e il cambiamento a Washington”. E in questa direzione Trump intende procedere. Sei saranno le misure immediate, tra cui la “proposta di un emendamento costituzionale per imporre un limite di mandato a tutti i membri del Congresso”. Stop inoltre alle assunzioni di dipendenti federali e guerra totale ai rapporti troppo stretti tra lobbisti e politica, imponendo, per esempio, ad ex funzionari pubblici e congressisti di aspettare cinque anni prima di lavorare per una società di lobby. Non manca la volontà di “cancellare miliardi di pagamenti a programmi dell’Onu sul clima ed usarli per migliorare le infrastrutture in America”, di eliminare limitazioni allo sfruttamento di giacimenti di petrolio e shale oil, gas e carbone per la “produzione di 50 miliardi di riserve energetiche che creano posti di lavoro”, di cancellare tutti “gli ordini esecutivi incostituzionali” di Obama, “iniziando a rimuovere dal Paese gli oltre due milioni di immigrati illegali criminali e cancellare i visti ai Paesi stranieri che non se li riprendono”. Non manca la promessa da parte di Trump di tagliare le tasse al fine di far “crescere l’economia del 4% in 25 anni e creare 25 milioni di posti di lavoro” e quella di “mettere fine all’immigrazione illegale finanziando la costruzione di un muro sul confine i cui costi saranno rimborsati interamente dal Messico”. Infine “10 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni per la costruzione di infrastrutture” in cui coinvolgere anche il settore privato attirandolo con promessa di sgravi fiscali.
Certamente un programma impegnativo. Come risponde a tutto questo l’America? Nelle prime ore successive all’elezione del nuovo presidente, nelle principali piazze del Paese si susseguono cortei di protesta, violenze e sommosse. A Manhattan 30 sono state le persone arrestate. La manifestazione è arrivata fino alla Fifth Avenue, raggiungendo la Trump Tower, dove abita il neo presidente. Bruciate maschere ed effigi con il volto di Trump. A Oakland una manifestazione di circa seimila persone ha totalmente congestionato il traffico, a Washington una veglia a lume di candela ha dato voce al dissenso, mentre a Los Angeles sono stati tredici gli arresti. Staremo a vedere se la maggioranza del Paese saprà invece rispondere positivamente alla linea politica del nuovo presidente.
BC