Uccise la madre, ma probabilmente la farà franca: ecco perché

Federico Bigotti (foto dal web)
Federico Bigotti (foto dal web)

Federico Bigotti, il giovane di Città di Castello arrestato con l’accusa di aver ucciso la madre Annamaria Cenciarini, potrebbe tornare libero da domani. Dichiarato “incapace di intendere e di volere”, quindi non idoneo alla misura cautelare del carcere, verrà trasferito infatti in un ospedale pischiatrico giudiziario, in attesa che si liberi un posto in una Rems, le strutture che lentamente stanno sostituendo gli Opg. I suoi avvocati, Vincenzo Bochicchio e Francesco Areni, si stanno però prodigando perché vengano accelerati i tempi del trasferimento in una di queste strutture, possibilmente non lontano dal luogo di residenza del giovane.

Secondo le perizie, Federico Bigotti era fuori di sé al momento dell’omicidio, in preda a “un delirio paranoideo, accompagnato da allucinazioni congrue con alcuni aspetti deliranti”. Si tratta in sostanza di “un disturbo delirante, non riconosciuto e non trattato che è stato in grado di abolire la capacità di Bigotti di intendere il reale disvalore sociale dell’atto che stava compiendo”. L’ordinanza del gip era già stata emessa a luglio 2016, ma a causa dell’incapienza dei Rems, Federico Bigotti era rimasto in cella.

Il 21enne ha sempre sostenuto che al momento dell’aggressione mortale era al piano superiore dell’abitazione, a dormire nella sua stanza e sarebbe stato attirato da un grido della madre, proveniente dalla cucina al pianterreno, sottolineando in tal modo di non avere nulla a che fare con l’omicidio della genitrice. Bigotti aveva infatti sostenuto di avere cercato di soccorrere la donna ma di essersi allontanato spaventato dalle sue urla, quindi di essersi chiuso in camera e di aver chiamato il padre, meccanico, che in quel momento si trovava al lavoro con il fratello maggiore. Erano stati loro a dare l’allarme.

L’autopsia aveva poi chiarito che la donna è stata colpita alle spalle, in cucina mentre era in pigiama, facendo crollare la tesi che si fosse suicidata portata in qualche modo avanti dal figlio con le sue dichiarazioni. Sarebbe stato anche confermato che al momento del delitto, in casa erano presenti solo Bigotti e la madre: sulla porta infatti non risultano segni di effrazione.

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GM