Urla, minacce e insulti: il viaggio si trasforma in un incubo

Elisabetta Vigato (foto dal web)
Elisabetta Vigato (foto dal web)

Elisabetta Vigato, 33 anni di Este, avvocato e difensore civico dell’Università di Padova da poco più di un mese, ha vissuto un viaggo da incubo tra Saletto e il capoluogo veneto. La sua “colpa” è stato richiedere un po’ di educazione a tre giovani cittadini extracomunitari, che tenevano i piedi sul sedile. Contro di lei, improberi di ogni tipo, urla, offese e minacce, nel tentativo di metterla a tacere. L’episodio si è verificato su un treno locale ed è stata la stessa ragazza a denunciarlo via Facebook, raccontando: “Sono stata aggredita, minacciata e ingiuriata da tre magrebini sprovvisti di titolo di viaggio. Ho temuto seriamente per la mia incolumità”.

Prosegue il racconto di Elisabetta Vigato: “I miei vicini di posto hanno cominciato ad ammiccare appena sono salita. Siccome uno aveva i piedi senza calze sul sedile, un signore gli ha chiesto di abbassare i piedi e io mi sono associata: lui e gli altri due hanno risposto che non parlavano con una femmina come me e mi hanno minacciata di morte in tedesco e in francese”. A quel punto, la giovane – che era appunto intervenuta in difesa del viaggiatore – ha deciso di rivolgersi al capotreno, ma quando lo trova e torna insieme a lui sui posti occupati da lei e i tre ragazzi, questi sono spariti.

L’avvocatessa cambia comunque posto e si ritrova all’improvviso davanti proprio il ragazzo scalzo, che tra i tre sembra il più esagitato: “Per fortuna il capotreno era ancora nei paraggi e lo ha fermato” – racconta Elisabetta Vigato – “A Padova la Polfer lo ha preso in consegna appena si sono aperte le porte del treno e una ragazza si è fermata a testimoniare, mentre gli altri due sono riusciti ad allontanarsi. Continuerò a prendere il treno per necessità, ma non voglio vivere con la sensazione di dovermi guardare le spalle”.

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GM