Siria, dall’elezione di Trump una speranza nella lotta all’Isis

Le macerie di Aleppo (OMAR HAJ KADOUR/AFP/Getty Images)
Le macerie di Aleppo (OMAR HAJ KADOUR/AFP/Getty Images)

Nella sporca guerra civile che da anni va avanti in Siria, ancora una volta a pagarne le conseguenze più gravi sono stati i bambini. La Bbc riporta l’uccisione di almeno 21 persone nel bombardamento aereo di un ospedale pediatrico e di un centro di trasfusioni ad Aleppo est e fonti locali confermano la notizia. Inoltre, secondo il direttore dell’ospedale Bayan, tra le vittime ci sono cinque bambini. Sul fronte lealista, l’agenzia siriana Sana non parla di raid aerei, mentre rivela di colpi di arma da fuoco esplosi da “terroristi”, ad Aleppo est, zona fuori dal controllo del governo.

In precedenza, l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) riferiva dell’uccisione di oltre 30 civili nei bombardamenti degli ultimi due giorni sui quartieri orientali della città assediati dalle forze di Bashar al Assad, la cui famiglia è al potere in Siria da 46 anni. Proprio il presidente siriano ha aperto al neo eletto presidente americano Donald Trump affermando che “se manterrà la promessa di combattere il terrorismo” dell’Isis potrebbe diventare “un alleato naturale» al fianco dei russi e degli iraniani”. Difficile immaginare però un così drastico cambio di rotta rispetto all’amministrazione Obama, anche se secondo una nota del Cremlino, Trump e Putin si sono trovati d’accordo sulla necessità in Siria di dare priorità alla “guerra al terrorismo” dell’Isis. Sulla questione Assad è stato chiaro: “Ci si chiede se Trump rispetterà davvero le promesse fatte in campagna elettorale. Se combatterà contro i terroristi, saremo un alleato naturale insieme con i russi, gli iraniani e diversi altri paesi”.

Proseguono in ogni caso i colloqui diplomatici e prova a esprimere speranza monsignor Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, il quale intervistato da Radio Vaticana ha detto che «è difficile prevedere. C’è sempre il solito detto: ‘Wait and see’. Speriamo… Ho visto questo conflitto che nel giro di questi quasi sei anni purtroppo è andato evolvendosi in una maniera sempre peggiore, imprevista. Però, si può sempre incominciare una strada, rifare il cammino”. Nei giorni scorsi, sotto il fuoco dei bombardamenti era finito un asilo e il bilancio parla di otto piccoli morti e decine di feriti, “almeno 25”, secondo le ong che fungono da osservatorio in queste zone. Lasciano sgomenti le foto di quel che resta dell’asilo postate su Twitter dagli abitanti della zona e ancora una volta è l’immagine di un bambino che si salva miracolosamente dall’orrore dei bombardamenti il simbolo di questa tragedia.

Il volto di questo piccolo è ancora senza nome, ma la sua vicenda ricorda quella di Aya, otto anni, immortalata in un video mentre sanguinante e in lacrime chiede notizie del padre, lo invoca disperata. La bambina siriana è rimasta ferita un mese fa circa in un raid aereo, nel villaggio di Talbiseh, appena a nord di Homs. Nonostante i medici e i soccorritori la curino e provino a consolarla, la piccola ha un solo pensiero in testa: ritrovare il suo papà. Ad agosto, hanno fatto il giro del web le immagini del piccolo Omran Daqneesh, cinque anni, salvato dalle macerie dopo un devastante attacco aereo sulla città di Aleppo.

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO

GM