Uccisa dall’ex: il corpo non trova ancora degna sepoltura

Slavica Kostic (foto dal web)
Slavica Kostic (foto dal web)

Ad aprile la 37enne Slavica Kostic, di nazionalità serba, scomparve nel nulla, per poi essere ritrovata senza vita sull’altopiano carsico al confine con la Slovenia. La polizia – subito dopo l’omicidio – ha fermato l’ex marito, che messo alle strette ha confermato quanto aveva brutalmente commesso, ovvero l’assassinio della 37enne, che era stata poi seppellita per farne sparire le tracce. La donna spesso si recava a Trieste per lavorare come badante. Una persona precisa e puntuale, come veniva descritta dai conoscenti. La scomparsa di Slavica Kostic era stata denunciata dalla figlia Nevena, allarmata perché la madre, in Italia per lavorare tre settimane, non rispondeva al telefono e in nessun modo faceva avere sue notizie.

La donna non trova però pace nemmeno dopo la sua morte: a oltre cinque mesi dal macabro ritrovamento del suo cadavere, per delle questioni giuridiche, il corpo privo di vita di Slavica Kostic resta ancora in una cella dell’obitorio. La ragione è ‘diplomatica’: manca un certificato che non può essere rilasciato dall’Anagrafe comunale triestino, in quanto il processo in cui si deve stabilire dove sia stato compiuto l’atroce delitto – ovvero se in territorio italiano o sloveno – deve prendere il via. Ha spiegato il legale che cura gli interessi dei familiari della vittima come “il punto è che almeno sino al via del processo sarà impossibile affermare dove l’omicidio sia stato effettivamente compiuto, se di qua o di là del confine”.

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GM