Pescatore dorme sulla sua barca, ma all’improvviso il dramma – PHOTOGALLERY

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Diversi scatti, pubblicati da GMB Akash, hanno evidenziato la miseria di un Paese molto povero come il Bangladesh. Majed Miya è un falegname che per due decenni ha viaggiato sul tetto di un treno, andando a Dhaka per lavoro e tornando settimanalmente dalla sua famiglia a Mymensing. In Bangladesh, i treni costano troppo per chi come lui sopravvive con poco. Tuttavia, questa pratica di viaggiare sui tetti dei treni porta anche ad incidenti regolari, molti dei quali mortali. La sua è una storia come tante, immortalata in uno di questi scatti che vi proponiamo e che sono divenuti virali.

Tra le storie rappresentate in queste foto, c’è quella del 40enne Hashmoth che ha perso metà del suo volto in un attacco di tigre nel 1995 in Bengala. Il pescatore è stato attaccato dall’animale mentre stava dormendo su una barca ormeggiata in un canale di una foresta di mangrovie. La tigre ha graffiato l’uomo una sola volta, ma tanto è bastato per strappargli la carne dal viso e sfigurarlo. L’uomo, padre di tre figli, ha parlato per la prima volta dopo aver subito svariati abusi dalla propria comunità. Hasmot, che era solito raccogliere miele e legna nella foresta del paese, ha iniziato a gridare, svegliando il collega che era con lui. Quest’ultimo ha cominciato a gridare, nel tentativo di spaventare la tigre inferocita. Alla fine l’uomo è riuscito a spaventarla e a salvare Hasmot sbattendo i remi della barca. Hasmot ha poi dovuto attendere ben sei ore prima di ricevere assistenza medica, il tempo necessario a fare ritorno in barca alla città più vicina. Oggi Hasmot lavora in un negozio locale, ma indossa un fazzoletto sul viso per nascondere la propria mutilazione. Ma l’orrendo attacco subito dalla critica lo ha portato ad essere discriminato all’interno della propria comunità. L’uomo addirittura teme che a causa del suo volto sfigurato, sua figlia non riuscirà a trovare marito. Hasmot ha riposto le proprie speranze nella chirurgia plastica, che potrebbe parzialmente riparare lo sfregio subito, ma non ha sufficiente denaro per pagare il trattamento. Qui ogni anno le vittime delle feroci tigri sono tra le 50 e le 250, secondo diverse stime.

In un’altra foto viene rappresentato un anziano ospite del Pashupati Bridhashram, una casa di riposo, che si crogiola al sole in un angolo di una veranda. Gli anziani trascorrono le loro giornate e serate qui con la speranza di vedere un volto familiare, ma la maggior parte del tempo, essi sperano invano. Un edificio secolare nella periferia di Dhaka non porta fantasmi del passato, ma ospita ottanta famiglie di spazzini, una delle comunità più trascurate e oppresse nonostante rendano un importante servizio. Nodi ha 15 anni e lavora in un bordello gestito dalla matrigna: non potrebbe farlo, perché bisogna essere maggiorenni, ma a molte ragazze viene dato loro un farmaco steroide per farle sembrare più adulte dell’età che hanno realmente. In Bangladesh, come in altri Paesi molto poveri, a pagare le conseguenze più gravi della miseria sono proprio i bambini.

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GM