Il primo sguardo dei due siamesi dopo l’operazione – VIDEO

(Facebook)
(Facebook)

Per 13 mesi dalla loro nascita non si erano mai potuti vedere in viso: due fratellini siamesi, infatti, erano nati uniti alla base del cranio. Aquasi sei settimane dall’intervento chirurgico che li ha separati, Jadon e Anias McDonald, da Ottawa, Illinois, hanno finalmente potuto guardarsi in faccia e sul loro volto era ben visibile tutto lo stupore e la gioia di quel momento. Dopo 27 ore in sala operatoria e sei settimane di terapia intensiva, quello sguardo è il coronamento di un percorso nel quale anche i loro genitori non hanno mai smesso di sperare, come spiega mamma Nicole su Facebook: “Per oltre 13 mesi ho sognato questo momento”.

I neonati erano affetti da craniopagus parasiticus, una rarissima malformazione congenita, per la quale il corpo di un gemello non è sviluppato o lo è solo in parte, riducendosi, nella maggior parte dei casi, a una testa unita a quella del gemello sviluppato. Si tratta di un fatto straordinario: il 40% dei gemelli con questa patologia viene abortito, un terzo di quelli che nascono non supera le 24 ore di vita. Tra quelli che sopravvivono, infine, l’80% corre il rischio di morire prima dei due anni se i piccoli non vengono separati.

Per i bimbi però il percorso è ancora lungo e li aspetta la riabilitazione, mentre per lungo tempo, Nicole non riusciva a tenere Anias perché era stato più lento a riprendersi dalla chirurgia. Il piccolo ha sofferto di convulsioni e problemi cardiaci di respirazione, anche prima della chirurgia. Mamma Nicole ha raccontato ancora: “Ho guardato il volto angelico di Jadon e l’ho visto in un modo che non avevo mai visto prima”. Il piccolo non riusciva a smettere di piagnucolare, ma si vedeva che erano lacrime di emozione per quel momento.

L’operazione è stata eseguita da Goodrich, un neurochirurgo specializzato nel separare gemelli siamesi uniti dalla testa. A supportarlo il dottor Oren Tepper, un chirurgo plastico, che era in sala operatoria per ricostruire le teste e ricucirle. Il team ha trascorso mesi a pianificare la loro strategia utilizzando un modello fisico 3D della testa dei ragazzi, oltre a modellazione 3D computerizzata, dove si potevano osservare diversi scenari.

GUARDA VIDEO

GM