“Arianna si uccise perché umiliata, picchiata e offesa”

Arianna Flagiello (foto dal web)
Arianna Flagiello (foto dal web)

Svolta nella vicenda della morte di Arianna Flagiello, la bella ragazza del quartiere di Napoli, l’Arenella, deceduta dopo un volo dal quarto piano della sua abitazione dove viveva con il compagno Mario Perrotta. Proprio quest’ultimo rischia il processo perché la pubblica accusa è convinta sia stato lui a istigarla al suicidio. Il sostituto procuratore Lucio Giugliano ha chiuso le indagini preliminari formulando appunto le gravi accuse di maltrattamenti e istigazione al suicidio. Si legge nel capo di imputazione: “La picchiava in privato, ma spesso anche in pubblico e alla presenza di amici, la umiliava e la offendeva, anche con condotte aggressive fino a ridurla in uno stato di soggezione completa”.

“La costringeva costantemente a procurargli denaro per soddisfare i propri desideri nonché le esigenze economiche della propria famiglia di origine”, si legge ancora nel capo di imputazione, mentre ora Mario Perrotta, difeso dall’avvocato Gandolfo Geraci, potrà chiarire la sua posizione e dare la propria versione dei fatti. Per il pm, comunque, l’uomo avrebbe “rafforzato il proposito suicida di Arianna maturato nel contesto dei maltrattamenti”.

La famiglia di Arianna Flagiello non ha mai creduto alla tesi del suicidio e sin da subito ha spiegato che il rapporto con Mario era tormentato, fatto di “dodici anni di amore a perdifiato fatto di continue rincorse e morbosità in funzione del suo compagno”. Sul suo telefonino, trovato dalla famiglia in casa della madre ci sono gli ultimi  e inquietanti sms ricevuti dal fidanzato: “Te ne devi scappare, ora ti faccio mettere paura. È un ultimatum”. Dalle prime indiscrezioni sull’autopsia emerse poi che i medici avrebbero notato anche un ematoma precedente all’impatto con il suolo. Infine c’è chi sostiene di aver sentito la giovane e il suo compagno litigare la mattina della morte.

 
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GM