Bimba scomparsa, quindici anni dopo la sconvolgente verità

(Websource/thesun.co.uk)
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Dopo quindici anni la polizia tedesca è riuscita a risolvere il caso di una bambina scomparsa mentre rientrava da scuola. Gli agenti hanno infatti rinvenuto il corpo appartenente alla piccola sparita di casa nel 2001; tutto è avvenuto lo scorso luglio, con gli inquirenti che sono riusciti anche a dare un volto al suo assassino. Peggy Knobloch aveva soltanto nove anni all’epoca della sua scomparsa, avvenuta il 7 maggio di quindici anni fa mentre tornava a casa da lezione. La vicenda si spinse oltre i confini tedeschi, con tanto di ricerche internazionali ufficiali. Tuttavia nonostante gli sforzi profusi dalle forze dell’ordine, la bambina non è mai stata ritrovata sino allo scorso luglio, quando per puro caso dei cercatori di funghi hanno portato alla luce ciò che restava del cadavere.

Ora la polizia tedesca ha annunciato che il dna ritrovato su un pezzo di stoffa appartenuto alla bambina appartiene a Uwe Boehnardt, un membro di una cellula neo-nazista. Boehnardt, che era un esponente del NSU, era già noto per aver ucciso nove stranieri ed una poliziotta ed è morto suicida nel 2011 insieme a tale Uww Mundlos, dopo che la polizia aveva scoperto la cellula neo-nazista di cui erano entrambi membri. I resti di Peggy erano stati ritrovati in una foresta ad un centinaio di chilometri da Eisenach, la città dove i due si sono tolti la vita. Beate Zschaepe, anche lei appartenente a questa cellula, è attualmente sotto processo per aver avuto un ruolo nell’uccisione di otto greci, un turco ed una poliziotta. La donna ha rotto il silenzio quest’anno, dichiarando davanti alla corte di non seguire più l’ideologia neonazista che portò agli omicidi e per i quali lei ed i suoi due compagni erano stati condannati.

La donna ha anche aggiunto di voler testimoniare riguardo la morte di una ragazza. I computer dei tre sono stati accuratamente esaminati dalla polizia, in cerca di ulteriori prove che confermassero l’ipotesi di Boenhardt quale assassino della piccola Peggy. Gli inquirenti hanno inoltre scoperto un sadico videogioco creato dal gruppo: il nome è Pogromoly e lo scopo è quello di mandare il maggior numero di ebrei possibile nelle camere a gas. Dopo aver ricevuto delle chiamate, più di 100 agenti si sono recati sul posto per scovare ulteriori indizi. Una ricerca difficile, visti i 15 anni passati dalla scomparsa e dall’uccisione di Peggy. Stando a quanto riportato da chi conduce le indagini, è probabile che il corpo sia stato scoperto da qualche animale selvatico il quale, avendone sentito l’odore della carcassa, avrebbe poi scavato fino a rinvenire le ossa della bambina.

In principio per questo omicidio era stato accusato un uomo con una disabilità nell’apprendimento: era il 2002 e l’individuo confessò di avere assassinato Peggy dopo averla violentata. Due anni più tardi fu condannato all’ergastolo, da scontare in una clinica psichiatrica, salvo poi fare marcia indietro e rinnegare la propria confessione. Il rilascio di questa persona è avvenuto nel 2014, in seguito all’annullamento della sentenza. Da quel momento in poi nessuno è stato più accusato di aver avuto un ruolo nella scomparsa della bambina. Per cercare eventuali suoi resti la polizia aveva impiegato numerose forze, con tanto di piani militari, ipotesi di rapimento ed indagini parallele in Repubblica Ceca e Turchia. Una storia del tutto simile a quella di Madeleine McCann, bimba inglese di tre anni scomparsa nel 2007 da un villaggio turistico in Portogallo e mai ritrovata.

S.L.