Sorprende la figlia ubriaca. La sua reazione le costa cara

(Archivio/Websource)
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Era andata a divertirsi con un amico in un bar e proprio nello stesso locale ha incontrato la figlia con i suoi amici, che tracannava una birra dietro l’altra. Così Helen Proctor, trantasette anni, di Hull nell’East Yorkshire, in Inghilterra, non è riuscita a trattenersi. Da qui ne è nata una rissa verbale tra madre e figlia che si rimproveravano reciprocamente di essersi ubriacate. A questo è seguita un’aggressione violenta da parte di Helen, che ha preso a pugni la figlia stendendola a terra, per poi colpirla a calci lasciandole ferite sulle gambe, oltre a quelle alla testa riportate in seguito alla caduta, un taglio sotto l’occhio e lividi sulle braccia. Accompagnata a casa la madre, la ragazza è stata portata alla vicina Hull Royal Infirmary. Per questo episodio, datato primo maggio 2016, Helen è stata ora condannata a undici mesi di carcere dai giudici della Hull Crown Court.
Dopo essere stata denunciata dalla figlia, la donna si era consegnata a una stazione di polizia alcuni mesi dopo,  il 13 di settembre, sostenendo che la ragazza l’aveva spinta prima che lei la colpisse. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno però hanno mostrato bene altro e la donna ha confessato quanto accaduto realmente, ribadendo inoltre di essersi comportata in maniera ingiustificabile e di vergognarsi per quello che aveva fatto. Il suo comportamento era stato dettato da un attacco di rabbia per il dispiacere provato nel vedere la figlia ridotta in uno stato di ubriachezza dopo aver bevuto oltre due litri di birra. Il reato commesso inoltre ha violato la sospensione condizionale di una pena di sedici mesi inflittale nel dicembre dello scorso anno per possesso e spaccio di anfetamine. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, la donna aveva assunto droghe in conseguenza di violenze domestiche subite. “Ha commesso questa violenza in un luogo pubblico sulla figlia diciassettenne”, ha ribadito l’accusa, “Il suo comportamento avrebbe potuto e dovuto essere migliore, soprattutto durante il periodo di sospensione condizionale della pena. Abbiamo considerato con attenzione la possibilità di lasciarla in libertà: dispiace dire che l’unico modo di trattamento è una pena detentiva immediata”.
BC