La lunga lotta di Silvia: “Tutti ricordano il sorriso contagioso”

Silvia Sgaggio (foto dal web)
Silvia Sgaggio (foto dal web)

Una dura battaglia contro il tumore al seno che la affliggeva da anni non ha lasciato scampo a Silvia Sgaggio, 40enne, originaria di Alte Ceccato ma bassanese dal 2007, sposata con Andrea Pengo, co-titolare dell’azienda di casalinghi Pengo spa, molto nota nella zona. La giovane donna si era ammalata pochi mesi dopo il matrimonio: il cancro dal seno si era poi diffuso ad altre parti del corpo. Non riesce a darsi pace il marito Andrea: “Silvia non c’è più, ma contro il male ha vinto lei. Grazie al suo coraggio e all’inesauribile sorriso che regalava tutti i giorni alle altre persone che stanno ancora combattendo questa dura battaglia, qualcuno ce la farà, e allora, insieme, avremo vinto due, dieci, cento volte”.

L’uomo, insieme a parenti, amici e gli stessi pazienti che hanno condiviso con Silvia Sgaggio la sua sofferenza, vuole ricordare la moglie per la sua allegria contagiosa, la sua passione per i cavalli, il suo amore per il suo cane e per la vita. “Si metteva a chiacchierare allegra” – racconta Andrea Pengo – “Soprattutto del nostro cane: un boxer incredibile che la accompagnava dappertutto, poi dei suoi cavalli, che ha montato fino a quando ne ha avuto la forza. Chi le stava accanto grazie alle sue storie allegre si sentiva meglio”.

Il marito di Silvia Sgaggio ha infine ripercorso le tappe della sua sofferenza: “Il male è partito dal seno, poi è arrivato in altre parti, e lo abbiamo sconfitto tante volte. Silvia aveva una forza incredibile. Un esempio per tutti noi. Non si arrendeva mai. Affrontava le cure con coraggio, ne aveva talmente tanto che anche gli altri pazienti dell’ospedale di Santorso volevano starle vicino per assorbire da lei la positività e la gioia di vivere. Qualcuno la aspettava per fare la chemio. Volevano sedersi nella poltrona accanto alla sua, dicevano che con lei la cura era più lieve”.

In conclusione, un ricordo della moglie: “Mi ha lasciato un insegnamento importante: il male non è nulla finché possiamo lottare, per questo non dobbiamo arrenderci mai. Io non lo farò, lei sarà sempre l’amore della mia vita. Ci terrei tanto ringraziare tutta l’equipe del reparto di oncologia dell’ospedale di Santorso che ci è stata vicina come una famiglia. Senza il sostegno dei medici la nostra battaglia sarebbe stata molto più difficile”.

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GM