Renzi: “Il 40% non lo vedevate nemmeno col binocolo”

(Franco Origlia/Getty Images)
(Franco Origlia/Getty Images)

Nervi tesi e aria di resa dei conti in casa Pd. Oggi si sta svolgendo la direzione del partito e il premier Matteo Renzi si è scontrato molto duramente con la minoranza interna. L’ex presidente del Consiglio dopo aver giurato pieno supporto a Gentiloni ha detto in riferimento all’esito del referendum: “Il 59 per cento è un voto politico? Allora lo è anche il 41 per cento. L’elettorato di sinistra e popolare non l’ha mai visto nemmeno col binocolo il 40 per cento. Quell’elettorato non ha mai avuto il 40 per cento, anche quando c’erano personalità molto più alte di quella seduta a questo tavolo, e anche di quelle sedute dall’altra parte del tavolo”. Poi ci si è concentrati su cosa fare adesso, come reagire a questo voto e agli eventi di questi giorni: “Ora bisogna aprire una riflessione su cosa deve fare il Pd per il bene del partito e dell’Italia. Negare la complessità della situazione è incredibile per tutti. Il Pd ora deve immaginare cosa sarà il proprio futuro. Io sono dell’idea che occorre rispettare lo Statuto e che domenica l’Assemblea debba decidere se fare o no il congresso. Io vorrei farlo. Se si fa un congresso, sarà l’assemblea a definire le modalità delle candidature, poi la direzione, poi i nostri iscritti ed elettori. Nell’arco dei prossimi mesi andremo a un passaggio di elezioni politiche. Non abbiamo paura mai del confronto con le persone”. La minoranza del Pd, per voce di Roberto Speranza, non demorde e pur garantendo la fiducia a Gentiloni spiega: “Ci riserviamo di votare contro eventuali provvedimenti che non condividiamo. Non si può ignorare quello che è accaduto il 4 dicembre, serve discontinuità. Così la sinistra non ha senso, noi non siamo più noi stessi e il Pd è destinato a morire. Se non c’è spazio per chi ha votato No al referendum lo si dica con chiarezza”.

F.B.

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