Perdita di memoria? Ecco il rimedio infallibile

Websource/ dailymail.co.uk

La memoria, i suoi limiti e le differenze tra gli eventi che riusciamo a ricordare. Perché ci capita di dimenticare qualcosa che ci è stato detto poche ore fa ma riusciamo ad avere ben chiari eventi storici accaduti anni ed anni prima? Uno degli aspetti principali della memoria è l’associazione che creiamo tra una particolare informazione da ricordare ed alcuni dettagli che ci aiutano nel tenere a mente l’immagine. Un esempio classico può essere l’associazione ad un particolare evento le persone che vi hanno preso parte e i sentimenti provati in quell’occasione. Questi dettagli non solo ci aiutano nel ricordo ma ci fanno viaggiare con la mente rivivendo quella particolare situazione. Questo ovviamente ci favorisce nel ricordo generico, ma non ad evidenziare tutti i dettagli di quell’attimo che in gran parte rimangono oscuri. Altro supporto alla nostra memoria è la familiarità, vale a dire l’associazione di aver già conosciuto una cosa in passato anche senza averne chiari i dettagli. Quante volte vi è capitato di incontrare una persona che pensate di conoscere ma non ricordate precisamente dove e quando possa essere accaduto? La familiarità risveglia il ricordo velocemente ma anche in questo caso l’emergere dei dettagli è lento e nebuloso.

Cinque verticale…

La familiarità o il ricordo sono, a quanto dicono gli scienziati, stimolati da aree differenti del cervello. Ad esempio l’ippocampo è particolarmente coinvolto nelle associazioni tipiche del ricordo mentre le cortecce peririnale ed entorinale sono importanti per la familiarità. Le ricerche hanno dimostrato che la capacità di una persona di ricordo efficace scema man mano nel tempo con l’avanzare dell’età mentre la familiarità rimane più o meno attiva a prescindere dall’invecchiamento. Questo dipende dal differente degrado delle parti del cervello coinvolte nelle diverse attività, con l’ippocampo che diminuisce in volume con l’avanzare dell’età. Cosa si può fare per conservare i propri ricordi nonostante la vecchiaia? Pur non esistendo una pillola magica, gli scienziati suggeriscono qualche utile strategia. Tenere allenato il cervello con parole crociate o sudoku può essere un buon metodo per mantenere l’esercizio, limitando il degrado dell’organo e traendo benefici anche per ricordo e memoria. Non ci sono prove evidenti che ciò effettivamente funzioni, ma sfruttare il cervello come un muscolo e tenerlo sempre in “tensione” può aiutare e non poco.

Brindiamo

Altro sistema è bere una pinta di birra o un bicchiere di vino al giorno, allo scopo di combattere malattie come la demenza. Studi dimostrano che per gli over 60 bere alcool in quantità ovviamente circoscritta può davvero aiutare a ricordare eventi e stimolare la memoria. L’alcol stimola infatti le cellule nervose favorendo il rilascio di sostanze chimiche necessarie per i processi cognitivi. Queste semplici pratiche possono essere integrate con esercizio fisico e ginnastica, associando la salute fisica a quella mentale. Le due procedono sempre di pari passo e stare bene con il proprio corpo non può che far bene anche alla mente. Una breve corsa, degli squat o anche solo una passeggiata aumentano i battiti cardiaci e favoriscono il sudore, stimolando i processi mentali e quelli del ricordo. Come se non bastasse, l’esercizio fisico pare sua utile anche per ingrandire il volume dell’ippocampo. Dunque, volete stimolare la memoria? Parole crociate, un bicchiere di vino e tanto, tanto esercizio!

S.L.

(Websource/dailymail.co.uk)
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