“Penso io ai tuoi figli”, il piano diabolico di un “amico”

(Websource/mirror.co.uk)

David Ridgen è un pedofilo che ha approfittato della grande amicizia instaurata con una madre per poter abusare sessualmente della sua giovane figlia. L’uomo, commerciante di professione, aveva ottenuto un elevato livello di fiducia, tanto da fare il bagno ai bambini di suddetta famiglia ed anche al figlio di un loro amico. Il 64enne è stato ora imprigionato per i prossimi 11 anni, come riferito dall’Hull Daily Mail. La polizia ha trovato una serie di immagini oescene sul suo telefono, tra le quali una quello in cui la bambina è stata gravemente violentata da Rigden mentre versava in condizioni di incoscienza. Non è chiaro come sia potuto succedere che la ragazzina finisse in quello stato, ma il giudice Simon Jack, che ha visto l’immagine, ha detto alla Hull Crown Court: “Deve aver fatto qualcosa per assicurarsi che la piccola non si svegliasse”. Rigden aveva anche ritagliato una fotografia innocente di un bambino per concentrarsi sulla sua zona inguinale. C’erano pure due fotografie del sedere di un altro bimbo non identificato. A Rigden è stata inflitta una pena tutto sommato lunga dopo che il giudice ha stabilito che è pericoloso e può rappresentare un grave rischio per le persone. La corte ha saputo che il pedofilo incontrava la famiglia durante lo svolgimento del suo lavoro, a 70 miglia di distanza da casa, sita a Hemsworth Cottages, Huggate, nei pressi di Driffield.

Diavolo vestito da angelo

L’inquirente Nicola Quinney ha svelato che gli abusi sono cominciati quando la bambina dormiva sul sedile anteriore del furgone di Rigden. L’orco ha iniziato toccandole una gamba, e la bambina era troppo spaventata per muoversi o fare qualcosa”. Rigden, che non aveva precedenti penali, è stato condannato per sei reati dopo un nuovo processo, con la giuria inizialmente incapace di raggiungere unanimità su tutti i capi di imputazione. Tra le accuse figurano violenza sessuale su un minore di 13 anni, attività sessuale con un bambino, produzione di materiale pedopornografico, fotografie indecenti di un bambino e l’intenzione di farne ancora in altre tre circostanze. Dale Brook, l’avvocato difensore di Rigden, ha detto che l’uomo era in cattive condizioni di salute dopo una diagnosi di cancro alla vescica riscontrata nel 2011, oltre a due ictus subiti e ad un problema molto doloroso alla colonna vertebrale. E rivolgendosi al giudice, il legale ha detto al giudice che riguardo all’accusa più grave a carico del suo assistito: “Non c’è nessuna prova che la bimba sia stata drogata in alcun modo”.

Il subdolo

Inoltre ha anche contestato la decisione di procedere con una condanna a 11 anni, troppo elevata in relazione ad una presunta pericolosità osservata in Ridgen, affermando che non ci sono reali motivazioni affinché si procedesse con questo provvedimento: “A mio avviso tale situazione oggi è completamente cambiata Ci sarà un ordine di prevenzione del danno sessuale (SHPO), che impedirà al mio cliente di trovarsi in una situazione in cui potrebbe sorgere un rischio. C’è un ordine restrittivo nei confronti di questa famiglia. Sarebbe estremamente difficile che si verificasse di nuovo la cosa”. Ma stabilendo che Rigden sia pericoloso, il giudice ha risposto: “L’imputato aveva guadagnato un livello molto elevato di fiducia, cosa che faceva parte di un sofisticato piano ben congegnato. Ho avuto a che fare con i pedofili per molti anni, la maggior parte di essi punta a diventare amico dei bambini per poter consentire loro di perpetrare abusi. Ma quelli più subdoli arrivano addirittura ad ingraziarsi l’intera famiglia, che diventa vulnerabile. Spesse volte si tratta di uno o di entrambi i genitori che hanno bisogno di supporto. E’ stato questo a consentire a Ridgen di abbindolare la madre, guadagnandosi la sua fiducia per avere libero accesso ai suoi figli”. Il giudice ha anche giustificato le proprie affermazioni mostrando una foto per parlare di uno dei reati più gravi nel suo genere: “Sono del parere che l’imputato possa rappresentare un rischio per l’incolumità delle persone con le quali potrebbe entrare in contatto in futuro”.

C.C.

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