Jason Romp e parte della sua famiglia (foto dal web)

Jason Romp e moglie Joanne hanno messo in dubbio di essere nati “col colore sbagliato” dopo che un consiglio di Londra ha respinto la loro richiesta di una casa più grande. I due vivono in condizioni anguste da quando nel 2001 hanno accolto le nipoti Charnie, 13 anni, e Charlotte Coleman, sette, dicendo che i loro genitori non erano in grado di prendersi cura di loro. La coppia ha inoltre due figli, Charlie, 21 anni, e Stevi-Ann, 19. Come se non bastasse, all’inizio di quest’anno Charlie e la sua fidanzata Tiffany Tasker, 21 anni, ha avuto anche un bambino, Charley-Rose. In sostanza, ora nella stessa casa vivono in otto persone, ma è stata respinta la loro richiesta di avere un appartamento più grande e confortevole.

“Da quando abbiamo preso le bambine abbiamo combattuto per una casa più grande, ma siamo solo stati respinti ogni volta”, spiega Jason Romp, evidenziando che le loro richieste non vengono considerate, poi aggiunge: “Non siamo razzisti, ma ti viene da pensare che siamo del colore sbagliato o qualcosa del genere”. Quindi ricorda casi di stranieri che hanno avuto diritto, secondo quanto si legge sui giornali, a case da 450mila sterline. Jason Romp ha ricordato anche che la moglie Joanne soffre anche di broncopneumopatia cronica ostruttiva e Charlotte ha ADHD, epilessia e sindrome alcolica fetale, perché la sua mamma consumava alcol mentre era incinta.

Jason Romp insiste: “Abbiamo bisogno di una casa di cinque camere da letto o almeno quattro per rendere le cose più facili. Come facciamo a restare ancora insieme, non lo so. La pressione su di noi ci ha quasi diviso. Noi non vogliamo dare le ragazze indietro, ma potrebbe succedere se non riescono a trovare noi una proprietà più grande”. Come se non bastasse, sono continue le minacce che arrivano dal papà di Charlotte e Charnie. All’orizzonte c’è un lieto fine, come spiega un portavoce del Royal Borough of Greenwich Council: “Dopo una valutazione completa delle loro esigenze abitative, la famiglia ha ricevuto una priorità per il rialloggio”. Il portavoce conclude: “Stiamo vivendo un livello molto elevato di domanda di alloggi sociali disponibili e c’è una grave carenza di grandi proprietà”.

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GM