Berlusconi suona la carica: “Le urne non mi spaventano”

(VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Nello stesso giorno in cui torna a parlare Matteo Renzi, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, Silvio Berlusconi si dice pronto alla sfida delle urne: “Sì alle urne il prima possibile, un buon sistema di voto però richiede tempi non brevissimi”, sono le parole dell’ex premier. Il leader di Forza Italia si augura poi “che i giudici di Strasburgo abbiano la sensibilità di tenere conto nella tempistica della valutazione di una vicenda giudiziaria che attende già da troppo tempo” che “è in gioco la democrazia di un grande Paese europeo”. Berlusconi da tempo ha avanzato diversi ricorsi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo contro la condanna per frode fiscale del primo agosto del 2013 nel processo Mediaset ed è in attesa di una decisione in merito.

Quindi aggiunge di essere “ottimista di natura, e nonostante tutto credo nella giustizia. Quindi ritengo piuttosto probabile e assolutamente auspicabile” la mia candidatura “nell’interesse della democrazia e dell’Italia”. Secondo Berlusconi, inoltre, “è necessario chiarire che quando chiedo il sistema proporzionale non lo chiedo affatto per fare le larghe intese. Io voglio vincere le prossime elezioni con il centrodestra, che mi auguro unito su un progetto liberale e riformatore. Dico però che l’Italia è troppo fragile per permettersi governi espressione di una minoranza di elettori, e nei quali il resto del Paese non si riconosce”.

L’ex presidente del Consiglio analizza l’attuale situazione politica: “Oggi in Italia esistono tre grandi aree: noi, il Pd e i grillini, molto simili per consistenza numerica. Nessuno di questi tre poli allo stato sembra in grado di governare da solo. Se gli italiani non daranno più del 50% a un solo polo, sarà inevitabile accordarsi. Ma non è certo il nostro obbiettivo. Noi vogliano vincere da soli con il 51% e consideriamo un accordo con altre forze una soluzione residuale”.

Berlusconi osserva peraltro che “sulla legge elettorale, Renzi non ha interesse a fare mosse avventate”. Spazio a una valutazione sull’attuale governo: “Il governo Gentiloni è di transizione ma i problemi sono gravi. Perciò siamo disponibili su ogni provvedimento utile”. E ricorda ancora: “L’unità del centrodestra è un valore se si basa su un progetto comune”. Infine sui rapporti con la Lega Nord: “Non nego che andare al governo del Paese fosse più facile con Bossi, allora prevalevano liberismo e federalismo”.

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GM