“Alfano jr.? Così è diventato dirigente delle Poste”

Alessandro Alfano (foto dal web)

Novità sulla vicenda che riguarda Alessandro Alfano, fratello del leader Ncd, ex ministro della Giustizia nel governo Berlusconi, ex ministro dell’Interno nei governi Letta e Renzi, ora ministro degli Esteri nel governo Gentiloni. Dopo le polemiche dei mesi scorsi a proposito degli 80 curriculum per presunte assunzioni alle Poste inviati da Alfano padre e la tegola che riguarda la carriera accademica un po’ troppo repentina del fratello minore del ministro, arriva un rapporto che la Guardia di Finanza ha consegnato nei giorni scorsi alla procura presso la Corte dei Conti.

Da qui emerge che Alfano jr. avrebbe bruciato le tappe nella carriera da dirigente in Postecom, con uno stipendio stellare passato dal 2014 al 2016 da 160 a 200 mila euro. L’inchiesta della Corte dei Conti deve ora cercare di capire se Alessandro Alfano sia stato promosso per meriti professionali o perché “raccomandato”. La vicenda era stata bollata così dal fratello ministro: “Siamo di fronte a un ri-uso politico di scarti di inchiesta giudiziaria”. Leggendo però le carte si apprende che il consigliere d’amministrazione di Poste Italiane, “dottor Antonio Mondardo aveva manifestato la propria perplessità all’allora ad Massimo Sarmi circa le motivazioni che avevano portato all’assunzione di Alessandro Alfano, senza che il cda fosse portato a conoscenza dell’esigenza di dover ricoprire tale ruolo, e che per tale carica fosse prevista l’assunzione del citato dirigente”.

Sarmi, peraltro, viene contraddetto da un suo collaboratore: in sede di indagini disse infatti di non sapere che tra Angelino e Alessandro Alfano intercorresse un rapporto di parentela, ma il suo braccio destro Claudio Picucci parlò del fratello del ministro come di “un nome altisonante”, spiegando che l’ex ad di Poste Italiane “di sua iniziativa mi inviò il curriculum non per soddisfare un’esigenza immediata, ma per tenerlo in considerazione nel caso in cui fossero emerse necessità”. In ultimo, c’è il faccendiere Raffaele Pizza, arrestato in estate, che in un’intercettazione del gennaio 2015 si vantava con Davide Tedesco, storico collaboratore del ministro Alfano, di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore di Poste, Sarmi, l’assunzione di Alessandro Alfano in una società del Gruppo, Postecom.

 

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GM