Si era sposata contro il volere della famiglia, e per tale motivo era stata prima legata a un letto e strangolata con una corda, poi bruciata dalla madre e dal fratello. Zeenat Rafique, 18 anni, era ancora viva quando i suoi familiari l’hanno cosparsa di benzina e le hanno dato fuoco. La madre l’ha uccisa perché era contraria al suo matrimonio ed in tutti questi mesi non ha dato segni di pentimento. La vicenda risale allo scorso luglio, quando i rapporti tra la ragazza e i suoi familiari erano arrivati a un punto di non ritorno. Tutto questo perché lei aveva deciso di unirsi in matrimonio all’uomo che amava, Hassan Khan, 19 anni. Purtroppo in Pakistan i matrimoni combinati sono una pratica molto frequente e le donne che vi si oppongono spesso pagano con la propria vita. I numeri ci raccontano di una triste strage: quasi 1.000 donne vengono uccise ogni anno nei cosiddetti “delitti d’onore”. Tra queste, appunto, la povera Zeenat, considerata un “disonore” per la sua famiglia non avendo contratto un matrimonio tradizionale. In seguito ad episodi come quello accaduto a Zenaat, il Parlamento pakistano ha emanato una nuova legge atta a punire con rigore questa tipologia di delitti. La pena prevista per il delitto d’onore è la morte, come conferma la sentenza emessa nei confronti della madre della giovane assassinata. Come in precedenza l’accusato ha la possibilità di redimersi chiedendo il perdono dei familiari. A differenza del passato, però, in seguito all’assoluzione della famiglia il detenuto può evitare la pena capitale ma non il carcere a vita. Un giro di vite alla legge è stato necessario per provare a stroncare il sempre più crescente maltrattamento delle donne nel Paese. Vedremo se con la nuova regolamentazione si otterranno i risultati sperati.

Websource/ thesun.co.uk

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