Le prime parole, i primi passi e poi tanto dolore

(Websource/mirror.co.uk)

Una mamma ha descritto tutto il dolore che prova da quando il suo bambino, precedentemente sano, è rimasto paralizzato e muto dopo una passeggiata con la famiglia. Archie Adams, da Southampton, era un bambino normale, che si stava sviluppando bene fino a maggio del 2015. Ma all’improvviso, dopo una giornata trascorsa con i parenti al pub locale ed in un parco, il piccolo di appena un anno e mezzo di età ha perso il controllo del suo corpo e non ha più potuto muoversi da solo. Venti mesi dopo il suo cuore si è fermato per ben 12 volte ed ora Archie respira attraverso una cannula tracheostomica. I medici non credono che potrà mai migliorare la propria condizione. La mamma di Archie, Karen Adams, ha dichiarato: “E ‘successo tutto così in fretta, è accaduto in pochi minuti. E’ stato come spegnere per sempre un interruttore della luce. Mio figlio ha perso completamente il controllo di tutti e quattro gli arti. Gli si sono afflosciati come ad un bambino appena nato. Io ho avuto paura e mi sono sentita perduta. Non sapevo cosa stesse succedendo o cosa pensare”. Karen, 35 anni, si è licenziata dal suo lavoro come assistente di ristorazione ospedaliera per dedicarsi a tempo pieno alle cure per il suo giovane figlio. La donna ha descritto di come Archie stesse camminando sul pianerottolo della loro casa quando all’improvviso cadde inerte, smettendo di muoversi e di emettere suoni. Lei ed il marito Russel Furse, 40 anni, condussero immediatamente il bambino al ‘Southampton General Hospital’ in auto.

L’emozione e poi il dolore

Il giorno successivo a questo collasso fisico, ad Archie era stato diagnosticata la mielite trasversa, una rara condizione del sistema nervoso centrale che comporta l’infiammazione del midollo spinale. Il dottore che lo aveva preso in cura pensava che la causa di tutto ciò fosse da attribuire ad un virus, ma non c’erano sintomi in questo senso. Karen ha detto che il figlio ha avuto una patologia al midollo spinale, che si è gonfiato: “Quella è la parte del corpo che controlla il movimento e la respirazione, e Archie ce l’ha completamente occluso”. Questa condizione può essere curabile, ma purtroppo nel caso di Archie si è trattato di un qualcosa di estremo ed il suo gonfiore è risultato essere troppo grave. E’ stato un colpo devastante per i genitori dello sfortunato bimbo, che aveva appena iniziato a camminare sette mesi prima, non troppo tempo dopo aver esclamato le sue prime parole, ‘mamma…dada (papà)…e Peppa Pig’. Karen descrive quel momento come emozionante, mentre definisce straziante il vederlo non poter più esclamare nulla. Nel corso delle prime otto settimane che Archie aveva trascorso in terapia intensiva, il suo cuore si era fermato per 12 volte, in quanto non stava ricevendo i segnali corretti dal midollo spinale, lasciando in più di una occasione alla sua mamma ed al suo papà la paura di poterlo perdere. E’ stato un momento terribile per i suoi genitori. “Ogni volta, i medici ci dicevano che non vi era alcuna garanzia che avremmo potuto riaverlo indietro, ed io ho pensato che non lo avremmo mai più riavuto indietro”, ha detto Karen. “Mi sono sentita impotente a guardare il mio bambino ridotto in questo stato, sapendo che non c’era nulla che potessimo fare”. Nel mese di agosto 2015 Archie ha subito cinque ore di intervento chirurgico a cuore aperto per l’installazione di un pacemaker.

Piccolo, grande combattente

Questa scelta si è resa necessaria, dal momento che il suo cuore si era fermato tante volte prima di allora. Karen ha aggiunto: “Non potevo credere che stesse succedendo a noi. Quell’intervento è stato un sollievo, perché lo avrebbe stabilizzato, ma era anche una cosa triste”. Adesso Archie respira attraverso una cannula tracheostomica 24 ore al giorno, e sarà così per il resto della sua vita. Ad aprile 2016, dopo quasi un anno in ospedale, il piccolo era abbastanza stabile per poter essere trasferito in un centro di riabilitazione per l’infanzia nel Surrey. E lì ha svolto la fisioterapia per mantenere le sue membra elastiche e ha svolto tante sessioni di logopedia per ricevere aiuto nel parlare. Quel mese, circa un anno dopo essersi ammalato, Archie è riuscito a ripetere le sue prime parole ancora una volta: ‘mamma’ e ‘papà’. E’ stato un momento emozionante. Lo scorso novembre, la famiglia si è trasferita a casa dei genitori di Karen perché lei ed il marito non erano più in grado di poter pagare l’affitto. Archie almeno è stato felice di poter stare di nuovo con i suoi fratelli, Lewis, di 9 anni ed Oliver, di 23 mesi. I medici non credono che potrà mai muoversi di nuovo, ma lui continua a ricevere le terapie del caso e tutto sta procedendo bene. Sua mamma ha affermato: “E’ un bambino forte, e nonostante tutto è così felice. Ogni giorno ci mostra il suo grande sorriso. E’ un combattente ed è questo che ci fa andare avanti”. La famiglia di Archie ha dato il via ad una raccolta fondi per potere avere una casa adatta alle esigenze del bimbo, con attrezzature specializzate per stimolarlo e che funzionano utilizzando lo sguardo.

Per donare visitate il sito https://www.gofundme.com/ArchieAdams

S.L.

 

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