Rigopiano, miracolo tra le macerie: “Sono mia moglie e mio figlio”

Giampiero Parete e i figli (foto dal web)

L’arrivo dei sopravvissuti a Pescara

Sono otto le persone ancora vive individuate tra le macerie dell’Hotel Rigopiano. Stamattina si parlava di sei sopravvissuti, poi all’ora di pranzo quel dato è stato aggiornato e successivamente tutti e otto sono stati tratti in salvo. I superstiti si sarebbero riparati nei locali adibiti a cucine della struttura: “Ci stiamo parlando”, assicuravano dalla Protezione Civile. Si tratta di tre uomini, tre donne e due bambini. Secondo alcune fonti, sei in tutto sono le persone tirate fuori dalla neve e dalle macerie finora. Le prime due persone estratte in vita sono una donna e un bimbo piccolo.

In base a quanto si apprende, si tratta della moglie e di uno dei due figli di Giampiero Parete, il cuoco che due giorni fa aveva lanciato l’allarme, spiegando a un amico che una slavina era caduta sull’albergo. “Ho perso tutto. Lì sotto ci sono mia moglie e i miei due bambini”, erano state le prime parole di Parete quando era stato rintracciato dai soccorritori. La donna, in discrete condizioni, è stata portata all’ospedale di Pescara; ancora non c’è traccia della figlia. Adriana, questo il nome della moglie di Parete, è infermiera nella casa di cura De Cesaris a Spoltore, in provincia di Pescara.

Giampiero Parete venne rintracciato ieri all’alba insieme a Fabrizio Salzetta, l’altro uomo che è riuscito a salvarsi. La moglie dell’uomo, appena tirata fuori dalla neve, ha detto ai soccorritori: “Andate da mia figlia, è nella stanza accanto”. A riferirlo è stato Lorenzo Gagliardi della guardia di finanza. A indirizzare i soccorsi verso quella parte di albergo è stato il fuoco che le persone sommerse dalle macerie e dalla neve avevano acceso nei locali adibiti a cucine.

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GM