La ‘profezia’ di Prodi su Trump: “Qui finiamo male…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:14
Romano Prodi (GEORG HOCHMUTH/AFP/Getty Images)

“La gente ha bisogno di sentirsi unita in questo mondo che si disgrega, con Trump e la Brexit”. E’ questa la “ricetta” che Romano Prodi, ospite di un convegno a Bologna, propone all’indomani dello storico insediamento di The Donald alla Casa Bianca. Un mondo “con le crepe che arrivano dappertutto”, rimarca il Professore nonché ex Presidente del Consiglio, evidentemente preoccupato per i nuovi scenari globali che si vanno profilando in questo primo scorcio di 2017. Cosa fare, dunque? “Bisogna riunirsi su delle idee, su un rinnovamento”, suggerisce Prodi, “perché riunirci per riunirsi non serve a niente”. Insomma, sempre lì si torna: “Il grande problema è ricominciare a parlare di politica, di problemi veri: la distribuzione del reddito, l’occupazione, la scuola… Ma nel lungo periodo, non per lo scontro quotidiano, ma per riformare una società che è diventata profondamente ingiusta”. E “le basi di queste tensioni sono date dall’ingiustizia”.

A impensierire Prodi è soprattutto il nuovo corso che l’America sembra aver imboccato. Il discorso di insediamento di Trump è a suo dire “la rivoluzione del mondo”. “Il ‘prima l’America’ di Trump non significa che in un concerto fa il primo violino – fa notare – , ma è l’America contro gli altri. Siamo preoccupati. E subito io penso alla necessità dell’Europa di mettersi insieme, perché di fronte a un America che vuole rompere i rapporti, che mette muri, noi o siamo uniti o finiamo male”. Ma di fronte a tutto ciò – e conclude – “l’Ue è assente”. Puntuale, come sempre, la controrisposta dal fronte del centrodestra: “Il mondo è cambiato: dalla Brexit a Trump è evidente che le ricette perbeniste della sinistra non abbindolano più nessuno”, ha tuonato dichiara Daniela Santanchè di Fi. Il dibattito è aperto…

EDS