La scioccante verità sul prosciutto di Parma – VIDEO

Il prosciutto di Parma, insieme ad altri alimenti speciali che devono provenire da una località specifica come lo Champagne o il formaggio Roquefort, può contare sullo status di prodotto Dop (Denominazione di Origine Protetta). In Gran Bretagna è uno dei prodotti italiani più apprezzati in assoluto, con un record di 28 milioni di sterline spesi per importarlo nel 2015. E proprio dall’Inghilterra rimbalza nuovamente la notizia riguardante un’investigazione sui cosiddetti metodi di produzione artigianali che avrebbe scoperto “una storia scioccante, che renderà molto meno appetibile il prosciutto ai consumatori”. La notizia è diventata di grande interesse nel Regno Unito, poiché nessun altro paese al mondo importa più prosciutto di Parma. L’indagine sarebbe stata svolta da “investigatori per i diritti degli animali” del gruppo “Essere Animali”, presso una fattoria emiliana. Gli animalisti hanno installato delle telecamere nascoste all’interno dell’azienda, che alleva oltre 6.000 maiali, e ha ripreso tutto ciò che accadeva al suo interno per sei mesi. Le immagini mostrano crudeltà nei confronti degli animali, maiali malati e feriti che soffrono di convulsioni mentre giacciono in punto di morte su pavimenti di cemento, in mezzo ad urina e feci.

Densità irregolare e animali ridotti in fin di vita

I locali in cui vengono stipati i maiali sono talmente affollati che spesso e volentieri i più piccoli e i più deboli non hanno accesso regolare alle mangiatoie. Secondo una normativa europea è illegale mantenere una densità di questo genere. Lo stress e il sovraffollamento sono tali che un gran numero di maiali ricorre al cannibalismo pur di sopravvivere. Alcuni di essi hanno le orecchie mozzate, altri presentano ferite sanguinanti e infette perché morsi dai propri simili. A diversi piccoli viene amputata la coda (senza anestesia) dall’uomo per evitare che questa venga loro mangiata dai più grandi. Lo spazio a disposizione è talmente ridotto che i maiali sono costretti a camminare gli uni sugli altri. Inevitabilmente, i più deboli vengono costantemente calpestati. Gli animali malati – che non possono essere utilizzati per la produzione del prosciutto – vengono separati dal resto del gruppo e lasciati morire, senza cibo e acqua per giorni, in passerelle piene d’acqua. Ad un certo punto delle riprese si vede un maiale, talmente malconcio da faticare a camminare, che viene spinto dagli uomini lungo un corridoio. Si possono vedere i lavoratori mentre bastonano gli animali e li prendono a calci lungo il cammino che li porta al macello. Gli animali sono talmente consci del proprio destino da farsi prendere dal panico ogni volta che un fattore entra nel loro porcile: si arrampicano l’uno sopra all’altro e urlano in preda al terrore. La notizia era stata riportata in Italia da diversi media.

Un orrore in contrasto con l’immagine del prosciutto di Parma

“Quasi tutti gli animali erano sporchi e feriti, soprattutto sulle orecchie e sulla coda, mangiate dai propri simili” – racconta Andrea, uno dei fautori dell’inchiesta – ” Ne abbiamo trovato qualcuno morente e incapace di muoversi, con un filo di voce”. Il ragazzo è rimasto particolarmente colpito da un fatto: un maialino che, stremato, lo ha visto e ha fatto qualche passo verso di lui barcollando, prima di crollare a terra e morire. Un orrore in netto contrasto con l’immagine del prosciutto di Parma nel mondo. All’estero la convinzione è che i maiali utilizzati per la produzione siano viziati e nutriti secondo una dieta speciale. La pubblicità sottolinea come vengano utilizzate le stesse tecniche da secoli. Una combinazione particolare di alimentazione e aria dell’Appennino che conferisce alla carne la caratteristica dolcezza. Il prosciutto di Parma è circondato da una tale aura leggendaria da essere diventato il prodotto italiano più esportato, davanti al Chianti e al Parmigiano. Marco Porcio Catone, grande statista romano e oratore nato nel 234 a.c., fu il primo a tessere le lodi del prosciutto di Parma, conquistato dall’incredibile sapore della carne e dalla sua capacità di conservarsi senza rovinarsi. I produttori di prosciutto di Parma custodiscono così ferocemente il loro status DOP da passare per vie legali quando scoprono che qualcuno spaccia per prosciutto di Parma un prodotto di qualità inferiore e non prodotto nella specifica zona che consente loro di avere la denominazione di origine protetta.

Le regole ferree per la produzione

Prima che l’aria appenninica possa fare il suo magico lavoro, il vero prosciutto di Parma viene sottoposto ad un’attenta lavorazione. Esistono delle regole ferree che garantiscono la qualità del prodotto finito e famoso in tutto il mondo. Per questo motivo non c’è da stupirsi del fatto che i principali produttori di prosciutto di Parma si siano discostati con forza dalle immagini raccolte dagli animalisti. Temendo una reazione negativa da parte dei consumatori, il Consorzio dei produttori di prosciutto di Parma, organismo incaricato di garantire gli standard di produzione, si è detto “Scioccato dalla situazione mostrata”, considerando “il trattamento degli animali riprovevole”. Un portavoce ha poi dichiarato che “E’ inaccettabile che i maiali siano trattati in questo modo. Il consorzio ha immediatamente chiesto sanzioni d’emergenza nei confronti di una fattoria che viola i basilari standard di benessere degli animali”. Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, ha ribadito con forza che si tratta di un caso isolato. “La realtà mostrata in queste immagini è un caso estremo, una situazione criminale. Mi oppongo categoricamente all’idea che questa fattoria possa essere associata a tutte quelle aziende agricole intensive che operano nell’assoluta legalità”.

Le indagini dell apolizia

L’azienda in questione è ora oggetto di un’indagine penale. La polizia ha recentemente fatto irruzione al suo interno, confermando gli orrori mostrati dalle telecamere nascoste dagli animalisti. Stando a quanto riporta il Daily Mail, la polizia avrebbe dichiarato di aver scoperto “Circa 550 maiali sporchi di feci, con ferite aperte e infette causate da altri suini. Molti animali malati e sofferenti”. Oltre alla denuncia in essere, l’azienda è stata multata per 6.200 euro per crudeltà nei confronti degli animali. “Essere Animali” ha voluto ricordare come i maiali siano animali molto intelligenti, in grado di riconoscere il proprio nome quando vengono chiamati, proprio come i nostri animali domestici. Studi effettuati da scienziati hanno rilevato inoltre che la loro intelligenza sarebbe paragonabile a quella degli scimpanzè. “I produttori perdono sensibilità durante il loro contatto quotidiano con migliaia di animali” – ha dichiarato un attivista di Essere Animali, Simone Montuschi – “E’ una tragedia sapere che è così che vengono trattati gli animali da un marchio di fama mondiale come il prosciutto di Parma”.