Rigopiano: la verità sul “pasticcio” delle turbine

(Websource / archivio)

Una turbina rotta, ma riparabile con una spesa non esorbitante, e un’altra “dimenticata” a una ventina di chilometri dal luogo del disastro. La tragedia del Rigopiano passa anche per queste “anomalie” che ora rischiano di avere seri e complessi risvolti giudiziari. Oltre a gettare nuova benzina sul fuoco – già ben vivo – delle polemiche.

C’è chi parla di una “scoperta imbarazzante”. Tra le attrezzatture a disposizione della provincia di Pescara c’era una sola turbina del 1988, oltre che un Unimog, un camioncino in grado di tagliare l’erba d’estate e spalare la neve d’inverno, nelle disponibilità dell’ente dal 2000. Il mezzo si è però rotto lo scorso 7 gennaio, e da allora nessuno avrebbe autorizzato la spesa – variabile tra i 10 mila e i 25 mila euro – per ripararlo, nonostante le nevicate invernali fossero già iniziate. E non è ancora chiaro per quale motivo tra le richieste d’aiuto e la mobilitazione dei mezzi di soccorso siano passate diverse ore.

Detto questo, una turbina spazzaneve che avrebbe potuto liberare la strada e consentire di evacuare l’Hotel Rigopiano prima della slavina si trovava ad appena 20 km dall’albergo, al lavoro tra i comuni di Penne e Guardiagrele. Si chiama Fresia F90 ST e lo scorso mercoledì era in servizio sulla statale 81, di competenza dell’Anas. Purtroppo, però, la bufera della sera prima ha isolato decine di paesi e reso inagibile gran parte della rete stradale, ragion per cui il il Centro di coordinamento dei soccorsi (Csc)che si attiva alle 11 alla prefettura a Pescara ha dirottato per tutta la giornata la “Fresia” su molti tratti non statali tra i comuni di Guardiagrele, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Penne Pianella. Nessuno però ha avvertito il presidente della Provincia Antonio Di Marco, che infatti è rimasto incollato al telefono tutta la mattinata nel tentativo di trovarne una da mandare su, a Farindola e negli altri comuni limitrofi. L’albergo quindi in un primo momento non è stato considerato una priorità. Con le conseguenze, ahinoi, che tutti sappiamo.

EDS