“Al Rigopiano è tutto ok”: così l’allarme rimase inascoltato

Soccorsi al Rigopiano (foto Vigili del fuoco)

Prosegue il recupero delle vittime dell’Hotel Rigopiano: sette i cadaveri trovati nelle ultime ore e il bilancio sale ora a 14 persone rimaste uccise. Viene intanto resa pubblica la telefonata che Quintino Marcella fece alla funzionaria della Protezione Civile. L’uomo, titolare di un ristorante a Silvi e amico di Giampiero Parete, denuncia da giorni il ritardo nei soccorsi: innanzitutto dei mezzi spazzaneve, che sarebbero dovuti arrivare all’Hotel Rigopiano alle 15, poi alle 19 e infine non sono arrivati più.

Già giovedì scorso, Quintino Marcella aveva spiegato di aver lanciato l’allarme poco dopo le 17.30, quando sul suo cellulare era arrivata, via Whatsapp, la chiamata disperata del suo cuoco, Giampiero Parete. Il ristoratore aveva chiamtoa in Prefettura: “La signora mi risponde in maniera ‘particolare’ e dice ‘Guardi, ho chiamato due ore fa l’albergo ed era tutto a posto’. Non mi ha voluto prendere sul serio la mia versione”. Disperato, il ristoratore si era rivolto a “118, 112, 115… ho impazzito il mondo”. Alle 20, ovvero oltre due ore e mezzo dopo, quell’allarme viene finalmente preso sul serio e partono i soccorsi.

La telefonata alla Protezione Civile, effettuata alle 18:20, risulta determinante per capire le tempistiche di quanto accaduto. Nella mattinata di mercoledì una serie di scosse aveva fatto crollare il tetto di una stalla di un allevatore nei pressi di Farindola. L’operatrice quando sente la parola Rigopiano pensa subito a quell’episodio e non sembra dare peso alle parole dell’uomo che sta lanciando l’allarme. Questo il contenuto della telefonata:
Marcella: “Mi sente?”
Funzionaria: “Sì che la sento”.
M: “Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù”.
F: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli”.
M: “No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto… sta piangendo, è in macchina… lui è uno serio, per favore”.
F: “Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (…). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?”.

Prosegue la conversazione:
F: “Come si chiama quel cuoco?”.
M: “Giampiero Pareti. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino…”.
F: “Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira ‘sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene”.
M: “Ma come è possibile?”.
F: “La mamma dell’imbecille è sempre incinta. Il telefonino… si vede che gliel’hanno preso…”.
M: “Ma col numero suo?”.
F: “Sì”.

Quello che la centralinista della Protezione Civile non sa è che Bruno Di Tommaso, direttore del Rigopiano, quando fa quella telefonata è a Pescara e non può sapere quanto accaduto nel frattempo all’hotel.
Si conclude la telefonata:
F: “Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l’hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?”
M: “Si metta in contatto col direttore…”.
F: “Non so se si rende conto della situazione… Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei… Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci”.

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO

GM