Alberto Stasi (screenshot Youtube)

Era il 13 agosto del 2007 quando Chiara Poggi venne assassinata a colpi di un oggetto contundente nella villetta di famiglia a Garlasco. Secondo gli inquirenti conosceva l’assassino. La ragazza era sola in casa, mentre i genitori e il fratello erano in vacanza. Il fidanzato Alberto Stasi trovò il corpo e diede l’allarme, ma i sospetti si concentrarono subito su di lui. Il 12 dicembre 2015 la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza-bis della Corte d’Appello di Milano condannando in via definitiva Alberto Stasi a 16 anni di reclusione. Il caso di Chiara Poggi però è ancora oggetto di approfondimento. La procura di Pavia ha avviato nuove indagini a carico di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi il cui Dna, come confermerebbe una perizia di parte della difesa di Alberto Stasi, sarebbe stato rinvenuto sulle unghie della vittima. A quanto pare tutto è partito dalla segnalazione di un testimone alla famiglia Stasi, un individuo sui 50 anni probabilmente un agricoltore della zona. Indossava una cuffia, una sciarpa e un giubbotto pesante. “Era piuttosto agitato e impaurito temeva per la sua incolumità, per questo non ha mai parlato prima … ma dopo la condanna di Alberto voleva liberarsi la coscienza”. Cosa ha visto o sentito il misterioso testimone? “Lui ha detto di sapere chi ha ucciso Chiara, però non è sceso nei dettagli … Sembrava aver visto parecchie cose, insomma …”.

Le scarpe compatibili e le foto inedite

Una testimonianza inattendibile per il difensore della famiglia Poggi, che ha invitato l’uomo a rivolgersi quanto prima alle autorità competenti per rivelare ciò di cui sarebbe stato testimone. Secondo quanto emerso dalle indagini, il killer ha lasciato impronte delle sue scarpe nella villetta. I segni sono riconducibili a scarpe numero 42 con suola a pallini del tipo marca Frau. Durante una puntata della trasmissione Quarto Grado sono state mostrate un paio di scarpe appartenenti ad Andrea Sempio, ma sono numero 44, non compatibili con l’impronta dell’assassino di cui in oggetto. L’avvocato Giarda è intervenuto in merito, negando che l’impronta di cui in oggetto appartenga con assoluta certezza alla taglia 42 e che Stasi abbia mai avuto la scarpe Frau di cui si è parlato. Nella sentenza che ha condannato Stasi in Cassazione si è parlato infatti solo di “compatibilità numerica” tra le sue calzature e l’impronta sul pavimento lasciata dal killer di Chiara Poggi.