Il parto prematuro e il miracolo della vita – PHOTOGALLERY

Claire Weir e le gemelline (foto dal web)

Nate a soli 23 settimane e quattro giorni, Annabelle e Imogen Weir erano così piccole che potevano stare benissimo entrambe in una sola delle mani dei loro genitori. Le piccole, nate da un parto che mai era registrato in Gran Bretagna, sono state messe immediatamente in terapia intensiva e hanno dovuto trascorrere i loro primi quattro mesi in ospedale, lottando tra la vita e la morte, con i medici che ci hanno messo tutto l’impegno necessario per farle sopravvivere.

Costrette a subire più trasfusioni di sangue e interventi chirurgici di emergenza, non hanno neanche potuto indossare vestiti per paura che la loro pelle delicata potrebbe strapparsi. A nove mesi dalla loro nascita, ora le piccole sono a casa con i genitori, Claire e James, nel Renfrewshire, in Scozia. La Twins and Multiple Births Association – che ha sostenuto la famiglia – ora parla di “miracolo”. Annabelle e Imogen sono nate tre giorni sotto il limite legale di 24 settimane per l’aborto nelle prime ore del 3 Aprile 2016. Annabelle pesava poco meno di un chilo, la sua gemellina poco di più.

Ha raccontato la madre Claire, 31 anni: “Sono i gemelli più giovani e piccoli sopravvissuti ad essere nati in Scozia. Non avevo mai sentito parlare di due gemelli così piccoli sopravvissuti. Non sembrava possibile per uno, figuriamoci due”. Poi ha rimarcato: “Hanno sorpreso tutti. Saranno sempre i nostri piccoli miracoli”. Claire e il marito James, anche egli 31enne, si sono incontrati presso l’Università di Dundee nove anni fa. A fine 2015, lei è rimasta incinta. Tuttavia, essi non avevano nemmeno preso in considerazione la possibilità che stavano avendo due gemelle. La notizia li sorprende, come spiega James: “Eravamo al settimo cielo e abbastanza sopraffatti”.

La donna costretta a partorire

La situazione però si aggrava e a 22 settimane e mezzo a Claire Weir si rompono le acque. I medici del The Royal Alessandria Hospital di Paisley hanno avvertito la coppia che non sarebbero stati in grado di fornire la rianimazione per le piccole se fossero nate a meno di 28 settimane. Mentre altre mamme del reparto di maternità erano ansiose per i loro bambini in arrivo, Claire lottava nel disperato tentativo di prolungare la sua gravidanza: “Stavo solo cercando di tenere i bambini dentro di me il più a lungo possibile, E’ stato un momento davvero terribile, pieno di preoccupazione”.

Claire Weir a quel punto contrae un’infezione di sepsi, per cui i medici sono costretti a ricorrere al parto indotto. Racconta la donna: “Il fatto che fossero due gemelle, che ho avuto una infezione e sono nate così prematuramente, tutto contribuiva ad abbassare la loro possibilità di sopravvivenza. Io non ho avuto molta speranza”. La neomamma, dopo il parto, non può nemmeno vedere le sue gemelline, che vengono portate via e hanno trascorso sei settimane in incubatori legati a un ventilatore hi-tech a pressione positiva. Hanno anche ricevuto caffeina per stimolare la loro respirazione e ancora oggi le gemelline devono ricorrere alla respirazione assistita da un tubo nasale.

La prima a tornare a casa è Imogen, poi dopo 138 giorni di ospedale, anche Annabelle viene abbracciata dai suoi genitori. Claire Weir, psichiatra infantile, non nasconde la gioia per questo parto miracoloso: “Non c’è dubbio, se non fosse stato per i medici e gli infermieri, sorprendenti in entrambi gli ospedali, sarebbero morte”. Ora le due gemelline iniziano nutrirsi in maniera autonoma e a rotolare come dei bambini normali. La coppia – come detto – ha ricevuto il sostegno dalla Twins and Multiple Births Association (Tamba), che ha definito “davvero increbile” la vicenda delle due gemelline, come spiegato bene dalla loro coordinatrice Helen Peck, che ha commentato quanto accaduto.

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GM