Corsa all’Eliseo: Marine Le Pen presenta la sua ricetta per la Francia

Marine Le Pen (Pascal Le Segretain/Getty Images)

 

Davanti a oltre 3.500 militanti riuniti a Lione Marine Le Pen lancia la sua candidatura alle presidenziali del prossimo 23 aprile e del 7 maggio. Le parole d’ordine sono: “Questa è casa nostra”, mentre il modello di riferimento diventano Trump e la Brexit che “hanno indicato la via”. Durissime le critiche all’Europa, l’ultraliberismo e il fondamentalismo islamico, con un messaggio netto: “Il risveglio dei popoli contro le oligarchie può diventare realtà”. I commentatori politici definiscono il discorso quasi “un copia incolla” del padre Jean-Marie, con il patriottismo che diviene unico rimedio alla globalizzazione deregolamentata di cui si pone come unico baluardo difensivo.

“L’Ue è un fallimento”, ha detto senza giri di parole Marine Le Pen, prospettando il ‘Frexit’ dopo aver indetto un referendum sull’uscita del suo Paese dall’Ue. Se eletta, spiega che si metterà al lavoro per recuperare quattro sovranità: monetaria – col ritorno a una “valuta nazionale” – legislativa, territoriale e di bilancio. La leader del Front National va dritta per la sua strada: “In cinque anni voglio rimettere la Francia in ordine”, ha avvertito. E prospetta “144 impegni presidenziali” per cambiare la République.

L’ultranazionalismo viene evidenziato quando Marine Le Pen sottolinea che con lei all’Eliseo “leggi e valori saranno soltanto francesi”. Arriva quindi l’affondo contro “l’ultraliberismo economico e il fondamentalismo islamico”, i “due totalitarismi che minacciano il nostro Paese”. Poi ancora stop all’immigrazione di massa, agli aiuti medici di Stato, abrogazione dello ius soli, precedenza ai francesi nell’accesso al lavoro. La contropartita, da offrire ai francesi, è rappresentata da un bonus per le fasce più deboli.

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GM