Terremoto, il sindaco di Amatrice prepara la “secessione”

Sergio Pirozzi e il presidente Mattarella (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Hanno organizzato due proteste in pochi giorni a Roma, sotto Montecitorio: sono esasperate le popolazioni del cratere sismico del Centro Italia, che lamentano ritardi nella ricostruzione, e capofila di questa protesta si fa il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. A pochi giorni infatti dall’assegnazione dei primi moduli abitativi provvisori, il primo cittadino interviene a ‘Mi manda Raitre’ e mette in guardia: “Siamo pronti ad un piano B se non verrà prevista una no tax area nei Comuni del cratere con zona rossa, siamo pronti a creare la Contea di Amatrice”.

Stando a sentire Sergio Pirozzi non si tratta di una boutade, ma c’è una certa determinazione: “Questa e la partita della vita. Sappiamo che per far ripartire tutto quel tessuto di micro-imprese che sono state azzerate dal terremoto è necessario dare concretezza ai contributi ai quali queste imprese stanno ricorrendo, e per fare questo è necessario creare una no tax area nei comuni del cratere con zona rossa, dove si consideri l’esenzione dalle imposte per tutte quelle attività economiche e commerciali che altrimenti lasceranno definitivamente questo territorio”.

Si tratta, spiega Pirozzi, di un tema centrale per rilanciare l’economia amatriciana: “La creazione di questa zona franca urbana, che è prevista già dal nostro ordinamento nazionale, non potràessere estesa a tutti i Comuni del cratere, perché se così fosse si sforerebbero i parametri europei, ma dovrà essere applicata a quei Comuni che hanno avuto danni importanti. Questoè il tema, se il governo e le forze politiche avranno la capacità di capire questa cosa ben venga, altrimenti andremo avanti con il nostro piano B”.

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GM