Suicida perché precario, la struggente lettera della fidanzata

Lacrime di donna (Spencer Platt/Getty Images)

Ha destato scalpore ed anche tanta tristezza la notizia del suicidio di Michele, il giovane trentenne friulano che qualche giorno fa ha deciso di farla finita per il dramma di non riuscire a trovare un lavoro. Ora la sua ex fidanzata, Federica, ha parlato di quello che sta provando adesso che Michele non c’è più. La ragazza ha inviato una lettera al quotidiano ‘Il Messaggero Veneto’ descrivendo la profonda tristezza ed il profondo sconforto che sta provando; la giovane si sente in qualche modo colpevole di quanto accaduto, dopo aver chiuso con lui un mese fa una relazione durata tre anni.

Lottate!

Queste le parole di Federica riportate dal giornale: “Vi scrivo perché voglio che si sappia che Michele non era solo un giovane precario come me e come tanti, e i motivi che lo hanno portato a non esserci più sono quella molteplicità di cose, che era, quelle tante cose che ciascuno di noi è. In Michele qualcosa si era rotto, era cambiato. Non era più il ragazzo che avevo conosciuto e non sono riuscita a stargli più accanto. Michele si è ucciso per colpa della precarietà, mi dite. Vorrei, mi sentirei meno colpevole. Invece continuo a guardare il cellulare con gli ultimi messaggi d’amore disperati che mi ha scritto poche ore prima di andarsene. Non posso essere sicura che avrei potuto evitare tutto questo ma forse…ringrazio sua madre che in questi giorni ha fatto di tutto per non farmi sentire in colpa, ma con me stessa non riesco a fare quello che lei fa con me. Lavoro sì, ma anche passioni, emozioni, gioco, amici, allegria, sentimenti, amore. Sono queste le cose che ci devono far vivere e che ci devono spingere sempre a lottare. E se c’è un altro ragazzo che in questo momento sta pensando a un gesto estremo, gli chiedo di non smettere di lottare, di mandare un altro curriculum, di fare un altro colloquio, di mandare un altro messaggio d’amore disperato. Perché alla fine qualcuno risponde, deve rispondere, e se non risponde non fa niente”.

La tragica storia di Michele ha ricordato un episodio analogo con protagonista un 27enne siciliano che aveva compiuto lo stesso, estremo gesto ed il cui padre ieri era tornato a parlare lanciando gravi accuse all’Italia intesa come istituzioni.

S.L.

IL TG DI OGGI 9 FEBBRAIO