Come Forrest Gump: per amore di Marta macina migliaia di chilometri

Marta Lazzarin e Christian Cappello (foto dal web)

Si torna a parlare di Christian Cappello, che dal 2 aprile dello scorso anno sta percorrendo a piedi oltre 4mila chilometri, alla media di 25 al giorno per un totale di 325 giorni, per sostenere la ricerca contro la fibrosi cistica. Il giovane uomo è il compagno di Marta Lazzarin, la 35enne bassanese morta nel reparto di ostetricia poco dopo che era stato riscontrato che il feto che portava in grembo non aveva più battito.

Subito dopo il decesso della donna, ha lanciato ‘Marta4kids’, la Onlus dove vengono raccolti fondi e donazioni per sostenere la ricerca contro la fibrosi e aveva spiegato prima della partenza. Dopo il decesso della donna, Christian Cappello – che ha anche ricevuto una telefonata di congratulazioni per il suo impegno da parte di Papa Francesco – aveva detto: “L’unico mio obiettivo ora è trasformare l’odio in determinazione e amore da donare agli altri. Proprio come mi ha insegnato Marta”.

All’inizio erano previsti 3.973 chilometri, hanno superato già i 4.600 e il viaggio di Christian Cappello si concluderà il prossimo 18 febbraio nella sua Bassano del Grappa. L’uomo oggi racconta: “E’ successo tante volte che qualcuno spuntasse dal nulla dietro una curva per fare un pezzo di strada con me. Magari anche solo un chilometro, delle volte tutto il percorso del giorno che mediamente è stato di trenta chilometri. Quando io arrivavo alla meta loro andavano in hotel, io da chi mi ospitava. In tutti questi mesi ho camminato da solo soltanto 15 giorni”.

Leggendo quello che scrive, è difficile non pensare a Christian Cappello come a un novello Forrest Gump: “Non ho speso niente, sono andato in albergo solo tre notti per non togliere un letto ai terremotati che volevano ospitarmi. Non avevo certo previsto le scosse… Delle volte arrivavo alla meta con venti persone al seguito e incredibilmente c’era chi preparava una tavolata per tutti”, racconta ancora il giovane su Blogdiviaggi, dove in uno degli ultimi post si legge: “Ad ogni passo penso che nulla di ciò che sto facendo è invano, che la cura per i piccoli è vicina ed io sto cercando di fare del mio meglio. Una delle parti più importanti della mia vita è aiutare chi ne ha bisogno, sto spendendo al meglio il mio tempo anche se a volte non è per nulla facile”.

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GM