Sarah Scazzi, in giornata il verdetto definitivo sulle condanne di Cosima e Sabrina

(Websource/archivio)

Sono passati sei anni e mezzo dall’uccisione della povera Sarah Scazzi, la studentessa di Avetrana ritrovata morta e per il cui omicidio sono stati indagati gli zii Michele Misseri e Cosima serrano e la cugina Sabrina. Per le due donne venne stabilita una condanna all’ergastolo, mentre per l’uomo si decise per una reclusione di 8 anni per occultamento di cadavere. Adesso però la Prima sezione penale della Cassazione deve decidere se confermare la pena del carcere a vita per Cosima e Sabrina, con il verdetto atteso per la serata di oggi. In aula sono presenti Claudio e Giacomo, rispettivamente fratello e padre della studentessa, uccisa all’età di 15. La tesi difensiva poggerà sul fatto che la totale innocenza delle due donne sarebbe provata dalle confessioni spontanee rilasciate negli anni da Michele Misseri, più volte reso confesso nonostante le sue affermazioni si fossero dimostrate spesso incongruenti. Sarah Scazzi scomparve dopo essere andata ad un appuntamento con una amica per andare insieme al mare; appuntamento al quale però non si è mai presentata. Il cadavere della ragazzina fu rinvenuto 42 giorni dopo all’interno di un pozzo da Michele Misseri, il quale additò se stesso come responsabile del delitto.

Non solo Cosima e Sabrina

Qualche settimana dopo però lo stesso Misseri ritrattò tutto, tirando in ballo la moglie e la figlia. Quando le indagini stabilirono pesanti responsabilità per Cosima e Sabrina, “zio Michele” tornò di nuovo a proclamare la propria colpevolezza. Quest’oggi la Cassazione dovrà pronunciarsi in maniera definitiva sulla pena inflitta alla zia ed alla cugina di Sarah Scazzi, che l’impianto accusatorio ha additato come autrici dello strangolamento e della successiva sparizione del corpo della ragazzina. L’ergastolo per le due venne sancito nell’aprile del 2013 per opera della Corte d’Assise di Tarando, che due anni dopo fu confermato dalla Corte d’Appello. Verranno prese in esamina anche le posizioni di Carmine Misseri, fratello di Michele e condannato a sua volta a 5 anni e 11 mesi per concorso in occultamento di cadavere, oltre che di Vito Russo e Giuseppe Nigro. Il primo è l’ex legale difensore di Sabrina Misseri e fu condannato (come Russo) a un anno e quattro mesi in appello. Oggi la decisione definitiva su un caso comunque chiuso da tempo.

S.L.

IL TG DI OGGI 20 FEBBRAIO