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Tiziano Renzi, che nei giorni scorsi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di traffico di influenze illecite (articolo 346 bis del codice penale). Secondo l’accusa l’imprenditore toscano Carlo Russo e il padre dell’ex presidente del Consiglio “sfruttando le relazioni esistenti tra Tiziano Renzi e Luigi Marroni”, quest’ultimo Ad di Consip, “si facevano promettere indebitamente” da Romeo, “che agiva previo concerto con Italo Bocchino, suo consulente, utilità a contenuto economico, consistenti nell’erogazione di somme di denaro mensili, come compenso per la loro mediazione verso Marroni”.

Nelle scorse ore Tiziano Renzi ha replicato alle accuse: “Nessuno mi ha mai promesso soldi, né io ho chiesto alcunché. Gli unici soldi che spero di ottenere sono quelli del risarcimento danni per gli attacchi vergognosi che ho dovuto subire in questi mesi. Sono contento del fatto che il 16 marzo finalmente inizieranno i processi contro chi mi ha diffamato. Ho 65 anni e non ho mai avuto un problema con la giustizia per una vita intera fino a due anni fa, quando sono stato indagato e poi archiviato dalla procura di Genova. Confermo la mia fiducia nei confronti del sistema giudiziario italiano e della magistratura”.

E ora ha parlato anche suo figlio Matteo Renzi: “Se c’è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia. Noi non siamo come quelli che quando si indaga la sindaca di Roma sono garantisti: io della Raggi non ho chiesto le dimissioni, non sono garantista a targhe alterne – aggiunge – Se la buttiamo sulla questione processuale e penale devo dire con molta forza, a tutela della comunità di persone che ho rappresentato, a iniziare dal Pd, che si aspetta la sentenza sempre, si è garantisti e si rispetta la presunzione di innocenza”.

F.B.