Banksy, benvenuti all’albergo con “la vista peggiore del mondo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:56
Albergo di Banksy a Betlemme
Il muro costruito dagli Israeliani visto da una finestra del Walled Off Hotel di Banksy a Betlemme

Un hotel distopico e di protesta. Questa l’ultima creazione di Banksy, uno degli artisti contemporanei più famosi al mondo. Questo piccolo albergo si trova a Betlemme, in Palestina, e si chiama Walled Off Hotel (traducibile in “l’albergo separato con muro”). L’hotel è infatti a ridosso del muro costruito da Israele che separa la città palestinese da Gerusalemme Est, teoricamente riconosciuta ai palestinesi ma praticamente occupata da decenni da insediamenti israeliani. Questo gioiellino di Banksy è hotel, museo, protesta e galleria d’arte, il tutto condito dall’estro artistico e la brillante rabbia del suo proprietario.

L’albergo ha dieci stanze, molte delle quali contenenti opere dell’artista, tutte però con vista sul muro, simbolo di oppressione dei Palestinesi. La stanza più interessante è però la numero 3, chiamata la “Stanza di Banksy”, dove gli ospiti dormono sotto un’opera dell’artista raffigurante un Palestinese e un Israeliano che fanno una battaglia di cuscini, con tanto di piume che volano ovunque.

Albergo di Banksy
La stanza n. 3, Bansky’s Room

Oltre alle camere Banksy ha creato una sorta di museo che comprende delle camere di sorveglianza appese al muro come fossero animali imbalsamati, un busto circondato da una nuvola bianca rappresentante gas lacrimogeni e una statua di cera della firma della dichiarazione Balfour, la lettera inglese del 1917 che dichiarava l’intento di creare un “focolare ebraico” in Palestina.

Sono state assunte 45 persone per lavorare nell’albergo e il suo manager, Wissam Salsah ha affermato: ” Speriamo di poter implementare un turismo che già esiste a Betlemme, il turismo di Banksy. Spero di poter generare milioni di dollari per l’economia di Betlemme”. L’hotel nasce infatti con un duplice obiettivo: da un lato attirare turisti in un’area in cui altrimenti non andrebbero per risollevare l’economia palestinese, dall’altro mostrare al mondo la terribile realtà di una vita circondata da un muro.

L’albergo aprirà le porte ai suoi ospiti dall’11 marzo e si può prenotare una stanza online a partire da circa €30.