Antonino Drago (foto dal web)

Era il 6 luglio 2014, quando Antonino Drago, 25 anni, venne trovato morto in caserma. Il giovane soldato era un volontario presso la caserma ‘Camillo Sabatini’, 8° Reggimento Lancieri di Montebello, dopo aver conseguito una laurea in Scienze criminologiche e dell’investigazione all’Università dell’Aquila. Nei mesi scorsi, la sorella Valentina aveva spiegato in un’intervista che “Tony non era depresso: aveva firmato pochi giorni prima per un altro anno da volontario nell’Esercito, si era preparato le camicie per montare in servizio il giorno dopo, era andato in discoteca venerdì sera, stava risparmiando per venirmi a trovare in Brasile dove abito, e aveva le ferie già programmate per il 2 agosto. Stava solo passando un periodo di ‘turbolenza’ normale con la fidanzata”.

I dubbi sull’ipotesi del suicidio avanzati sia dalla sorella che dai genitori di Antonino Drago, da tutti chiamato Tony, si rivelano ora fondati e sembra che nell’udienza preliminare i consulenti incaricati dal Gip avrebbero dato ragione ai familiari del giovane. Il 25enne, insomma, non si sarebbe lanciato dalla finestra della caserma, inoltre il suo corpo sarebbe stato spostato post mortem. L’indiscrezione arriva dalla redazione della trasmissione di Raitre ‘Chi l’ha visto?’: “E’ quanto risulta dalle ultime perizie del medico legale della Procura dopo la riesumazione del corpo. Nuove indagini per arrivare alla verità”. La trasmissione ieri sera si è occupata a lungo del caso ed è anche emerso che Antonino Drago, il giorno in cui venne poi ritrovato cadavere, avrebbe dovuto prendere servizio nel picchetto d’onore al Quirinale.

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GM