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C’è una decisione presa dal premier Gentiloni e dal ministro dell’Economia Padoan che farà arrabbiare molto gli italiani e che, forse per questo motivo, non è ancora stata resa pubblica. Si tratta dell’ennesimo aumento di tasse, un’altra stangata in un Paese dove la pressione fiscale è già ai massimi livelli. Il governo italiano ha infatti deciso che il rientro di 3,4 miliardi chiesto da Bruxelles per correggere i conti ed evitare la procedura d’infrazione avverrà tramite l’aumento delle accise su tabacchi e carburanti. E se sui tabacchi, essendo un vizio nocivo e mortale, si può anche chiudere un’occhio, sul prezzo della benzina la misura sembra davvero colma. Tutti siamo obbligati ad usare l’auto e tutti siamo dunque soggetti a questo nuovo aumento.

Il tutto con buona pace di Renzi e dei suoi 37 seguaci parlamentari che in un atto di indirizzo al governo avevano precisato che le risorse per rispettare gli obblighi imposti da Bruxelles avrebbero dovuto essere reperite “unicamente dal taglio alla spesa pubblica improduttiva e dalla lotta all’evasione fiscale”. Non è andata così e per l’ennesima volta a pagare saranno gli italiani. Non più tardi di un mese fa, durante la Direzione del Pd, l’ex presidente del Consiglio aveva detto: “Non possiamo spremere ulteriormente i cittadini. Il tema di non aumentare le tasse è un principio di serietà nei confronti dei cittadini”.

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F.B.