Stuprata e brutalmente assassinata: ora familiari e amici chiedono verità

(Websource / Sun)

La salma di Danielle McLaughlin, la 28enne irlandese “stuprata e assassinata” in India, dove si trovava in vacanza, tornerà quest’oggi in patria. Ad accompagnarla a casa saranno i familiari e due dei suoi più cari amici della sfortunata ragazza, giunti nello stato indiano di Goa nella giornata di ieri, dopo aver preso parte a una “fiaccolata” a Buncrana, nella Contea irlandese di Donegal, organizzata al fine di chiedere verità e giustizia per Danielle.

Il cadavere di Danielle sarà sottoposto a una seconda autopsia, che si spera sia utile per fare chiarezza sull’accaduto. “Chiediamo giustizia alla magistratura indiana – ha dichiarato un portavoce della famiglia della ragazza – e ci appelliamo alle aurotià indiane affinché conducano un’inchiesta completa, seria e trasparente, affinché venga a galla tutta la verità si questa vicenda, e per dare così un minimo di conforto alla famiglia della vittima”. Danielle era “la persona più affettuosa che si potesse incontrare”, ha dichiarato sua sorella Sian, come riferisce il Mirror. “Sarà sempre la stella più brillante del cielo – ha aggiunto – .Ci mancherà enormemente”.

La vicenda ha lasciato sotto choc la città di Liverpool, dove Danielle viveva negli ultimi tempi, e due interi paesi – Inghilterra e Irlanda. Christy Duffy, un’amica della vittima che ha contribuito a raccogliere oltre 40.000 euro attraverso una campagna di fundraising per sostenere le spese per i funerali, il rimpatrio e gli atti legali, ha detto che tutti coloro che le volevano bene sono uniti da un unico obiettivo: onorare la sua memoria.

Gli aspetti da chiarire
La ragazza fu trovata con gravissime ferite al volto e alla testa sulla spiaggia di Canacona lo scorso 14 marzo. Un ragazzo del posto, Vikat Bhagat, 24 anni, è stato arrestato dalla Polizia dopo aver confessato di essere stato lui a ucciderla, mentre altri quattro uomini che sono stati avvistati in sua compagnia prima del delitto sono ancora in libertà vigilata. Ed è proprio per accertare le loro responsabilità che familiari, parenti e amici della giovane si stanno battendo. La prima autopsia ha confermato che prima di morire a causa di un grave trauma cerebrale Danielle è stata stuprata e colpita con delle bottiglie di vetro rotte.

La 28enne viaggiava con passaporto britannico ed era andata a trovare un amico per celebrare insieme la festa indiana di Holi, un rito locale di origine induista che si tiene per festeggiare l’arrivo della primavera. “Ringrazio i miei amici e la mia famiglia per rendere ‘casa’ così speciale e prendersi sempre cura di me. Sono molto grata per questo e una persona fortunata… Ora parto per una nuova avventura” scriveva a fine febbraio sul suo profilo Facebook, dal quale annunciava di essere in viaggio verso Goa. Un’avventura che, purtroppo, si è conclusa con il più tragico degli epiloghi.

EDS