(Websource/thesun.co.uk)

Una madre inglese di due figli ha amesso di aver sposato il suo compagno dopo che questi l’aveva violentata di fronte alla loro figlia. Helena Hayden, 33 anni, è rimasta insieme a James Upton (36) per 14 anni anni mantenendo il segreto, fino a quando ha trovato il coraggio di lasciarlo. Lo scorso ottobre Upton è stato dichiarato colpevole di tre capi d’imputazione per stupro ed è stato condannato ad otto anni di carcere. Ora Helena, che ha coraggiosamente rinunciato al suo diritto all’anonimato, spera di incoraggiare gli altri a farsi avanti e a denunciare gli abusi subiti: “Io e James siamo cresciuti insieme e io da piccola fantasticavo su di lui, come anche le mie amiche. Abbiamo incominciato a frequentarci quando avevo 17 anni e cinque mesi dopo James mi ha fatto la proposta: era il giorno del suo ventunesimo compleanno. Ero al settimo cielo e mi sono sentita più grande nell’indossare quell’anello di fidanzamento”. Ma nel giro di poche settimane l’uomo è cambiato, pretendendo di avere il controllo su tutto: “Decideva quando e cosa mangiare per cena, spesso rifiutava il cibo che gli cucinavo”. Acciecata dall’amore, Helena è passata sopra al comportamento del marito e dopo 3 mesi si è ritrovata incinta: “Non vedevo l’ora di mettere su famiglia”.

I terribili abusi

Nel maggio 2002 è quindi nata Jessica*, che oggi ha 14 anni. Ma al contrario di Helena, James non si comportava da padre affettuoso e lasciava alla donna tutte le mansioni riguardanti la figlioletta appena nata. Poi, 4 giorni dopo il parto, l’imponderabile: “Ha iniziato a tormentarmi per fare sesso. Ero ancora dolorate dopo il parto e avevo ancora i punti. Ma sapevo che non avrebbe accettato un no come risposta e alla fine mi ha presa con la forza”. Nel corso del tempo il comportamento di Upton è addirittura peggiorato: “Controllava le nostre finanze e mi ha isolato dai miei amici. Se osavo ucire di casa mi bombardava di sms e mi accusava di tradirlo, mi sentivo soffocare, James stava prendendo possesso della mia vita”. Poi, nel 2003, l’uomo diede un’ulteriore prova della sua depravazione: “Stavo riordinando mentre Jessica giocava nel suo lettino, a pochi metri di distanza. Imporvvisamente James ha fatto irruzione nella stanza con uno sguardo malefico. Mi ha immobilizzata e violentata sul letto. Non volevo spaventare la piccola, quindi ho stretto i denti e l’ho lasciato fare. Successivamente mi sono sentita disgustata, non potevo credere che avesse fatto una cosa del genere davanti a sua figlia”. Helena voleva lasciare James, ma era terrorizzata da lui. Nell’agosto del 2004 ha dato alla luce la seconda figlia della coppia, Sarah*, che ora ha 12 anni. Soltanto un anno più tardi si è sposata con Upton di fronte ad amici e familiari: “Mi mostravo sorridente durante il matrimonio, ma dentro di me urlavo. Sposare James era l’ultima cosa che volevo ma mi imbarazzava troppo raccontare come fosse realmente. Dopo il matrimonio lui non faceva altro che sminuirmi, ripetendo in continuazione che fossi grassa o brutta. Ero distrutta dagli abusi, sia fisici che psicologici. Durante la nostra relazioni mi ha costretta a fare sesso più di una volta”.

La svolta

Nel febbraio 2014, Helena ha iniziato una dieta ch ein poco tempo le ha consentito di ritrovare il peso forma, anche se dentro di lei si rendeva conto che a farla dimagrire fosse lo stress. Nell’ottobre dello stesso anno, la donna ha trovato la forza di reagire dopo aver intuito che il marito stesse messaggiando con un’altra donna: “Una lampadina si è accesa nella mia testa e mi sono resa conto che non sarei mai stata meglio se non l’avessi lasciato”. Ma l’uomo, ovviamente, non ha preso bene la decisione di Helena e ha iniziato a tempestarla di messaggi in cui la pregava di tornare da lui. Quattro mesi dopo, nell’aprile 2015, Helena ha deciso di rivolgersi alla polizia. Le forze dell’ordine hanno impieagato 7 mesi per costruire un caso contro di lui, ma alla fine è stato arrestato e condannato lo scorso anno per stupro:”Ero disgustata dal fatto che lui si dichiarasse innocente e sono stata costretta a testimoniare davanti ad una giuria. Dopo tutto quello che mi aveva fatto, stava ancora cercando di controllarmi. Ora mi sto riprendendo la mia vita, mi sento più forte che mai”.

*Jessica e Sarah sono nomi di fantasia utilizzati per mantenere segreta la loro identità