cancro

Il povero Deryn durante la malattia (Mirror)

Una storia davvero incredibile arriva da Norfolk, in Gran Bretagna. A renderla pubblica è la protagonista della vicenda, Callie Blackwell. E’ la storia sua e di suo figlio Deryn lying. E’ una storia di morte e rinascita che colpisce e lascia tanti punti interrogativi. Il ragazzo era malato terminale di cancro. Aveva dolori fortissimi, era esausto dai numerosi cicli chemioterapici e radioterapici, non riusciva più a mangiare, era imbottito di morfina e stava di fatto morendo. Per questo motivo era stato trasferito in un apposito hospice, in una stanza dove i suoi genitori potevano dormire vicino a lui consapevoli che quando si sarebbero svegliati molto probabilmente lo avrebbero trovato senza vita.

Erano passati 70 giorni dall’ultimo trapianto di midollo osseo. L’ultimo tentativo per l’ennesima volta fallito, l’ultima speranza che se ne andava. Il ragazzo aveva 14 anni e sua mamma spiega: “I dottori ci avevano detto chiaramente che non c’era più nulla da fare”. Poi arriva la decisione contro il parere dei medici. Callie e il marito decidono di dare al figlio della cannabis con l’intento di alleviarne ulteriormente i dolori atroci e l’ansia tremenda che lo pervadeva. Gliel’hanno data sotto forma di olio dopo una procedura di trasformazione che hanno trovato online mettendogliene una piccola quantità sui denti. Effettivamente sembrava funzionare dal momento in cui Deryn inizia a calmarsi.

Poi però accade l’impensabile. Di giorno in giorno il 14enne anziché avviarsi verso la morte che secondo i medici era certa ed inevitabile migliorava le proprie condizioni di salute. Oggi Deryn è un 17enne felice, con una fidanzata e una vita normale. Ma cos’è accaduto davvero? La mamma spiega: “Non sono qui per sostenere che la cannabis cura il cancro o che abbia poteri miracolosi. Ma di fatto ha aiutato tremendamente Deryn e noi dobbiamo chiederci ‘Può aiutare anche altri malati di cancro?'”. “Io credo – prosegue la donna- che dovrebbero esserci più ricerche su le capacità curative della cannabis. Già in alcuni Paesi come gli Stati Uniti viene usata a fini medici. Sapevo che quello che stavo facendo era illegale nel nostro Paese, ma ho dovuto farlo. Avrei fatto qualsiasi cosa pur di salvarlo. E incredibilmente ha funzionato.

I medici si sono limitati a prendere atto che nel corso delle settimane i valori del sangue del ragazzo erano in netto miglioramento, le cellule avevano iniziato a riprodursi e moltiplicarsi da sole. Era come quando il trapianto di midollo funziona, ma nel suo caso non era quello il motivo del miglioramento e della guarigione. Callie, che ha scritto un libro sulla vicenda, conclude: “Ho sempre creduto che le cose accadano per un motivo e ora penso che nel nostro caso forse la ragione è che noi possiamo dire a tutti quello che è successo. E magari da qui può nascere una discussione costruttiva sulle cure per il cancro”.

Ecco le foto del ragazzo prima e dopo la guarigione:

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F.B.