licenziamento

L’azienda al centro delle polemiche (Google)

La denuncia di questo fatto gravissimo arriva dal sindacato Fim Cisl Area metropolitana bolognese e si riferisce ad un episodio accaduto alla Metalcastello Spa, azienda di Castel di Casio (Bologna). Il caso è simile a quanto accaduto a Torino poche settimane fa quando un dipendente non ha più trovato il suo lavoro dopo aver subito un trapianto di fegato. Qui cambiano i termini, ma l’ingiustizia è simile. Infatti un dipendente dell’azienda che aveva subito un trapianto di rene è stato licenziato per le troppe pause che prendeva per andare in bagno a fare pipì. Peccato che fossero indispensabili ed inevitabili per chi ha subito quel tipo d’operazione.

“Nel corso degli ultimi anni – spiega il sindacato – nonostante le continue sollecitazioni da parte della Fim Cisl che ha più volte chiesto all’azienda un’attenzione particolare, vista la situazione fisica altamente precaria del lavoratore, la stessa al contrario, ha proceduto con numerose contestazioni fino ad arrivare ad oggi con il recapito della lettera di licenziamento. L’Azienda con tale atto ha contravvenuto ai doveri morali di correttezza e buona fede, violando quanto sancito dallo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro che impone una particolare attenzione a tutti i lavoratori che, come nel caso specifico, soffrono di determinate patologie”.

“L’Azienda – prosegue la Fim Cisl – con tale atto ha contravvenuto ai doveri morali di correttezza e buona fede, violando quanto sancito dallo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro che impone una particolare attenzione a tutti i lavoratori che, come nel caso specifico, soffrono di determinate patologie. Chiediamo la massima solidarietà da parte di tutti i dipendenti della Metalcastello, nonché delle altre sigle sindacali per contrastare questa ingiustizia. La tutela della salute è un diritto sancito dalla Costituzione che va oltre a tutte le valutazioni procedurali”.

L’azienda ha immediatamente replicato raccontando una storia decisamente diversa: “Si tratta di un’accusa falsa che respingiamo con forza. Il licenziamento irrogato da Metalcastello, nella fattispecie, ha ad oggetto la reiterata violazione da parte dell’interessato di obblighi e regole di comportamento sul lavoro a tutela della sicurezza e della salute di tutti i dipendenti: in particolare si tratta delle prescrizioni sul divieto di fumo in aree ad alto rischio e più in generale sulle norme di sicurezza. Non c’è alcuna correlazione con i problemi di salute del lavoratore citato e il rischio di un incendio gravemente colposo, in grado di mettere a rischio l’incolumità delle persone e delle cose, eventualità sulla quale l’azienda deve vigilare con la massima attenzione”.

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F.B.