Confessioni di un porno-vendicatore: “100 per stuprarla, 50 per metterla incinta”

(Websource / Mirror)

Ha rubato foto “innocenti” dai profili social di due ragazze e le ha pubblicate su un sito pornografico, dove sono state inondate di commenti osceni, sconci e volgari dei troll. Oliver Whiting, 36anni e disoccupato, aveva fatto del revenge porn il suo “mestiere”. Finché non è stato scoperto e, di fronte all’evidenza, non ha potuto che dichiararsi colpevole degli 11 reati contestatigli dalla Hastings Magistrate’s Court dell’East Sussex, in Inghilterra.

Le “prede” del pervertito, tra l’altro, erano tutte sue conoscenti. Accanto alla foto di una di loro, ex manager di un ristorante, Whiting ha elencato i suoi seguenti “attributi”: “brava a fare p…..i”, “m….a”, “t…a”. E un’altra immagine da lui manomessa raffigurava un minore, figlio della malcapitata. La procuratrice Rebecca Green ha spiegato che una delle vittime aveva chiesto ai responsabili del sito, con sede negli Stati Uniti, di rimuovere le sue foto, ma senza ottenere risposta. “Mi sono sentita sola – ha detto – , senza che nessuno potesse aiutarmi”. Un’altra ha raccontato di essere rimasta “ammutolita e scioccata”, sentendosi “disgustata, fisicamente male e violata” dopo aver scoperto di essere stata descritta come una “vera p…..a” e una “f….e”.

Whiting, di Langdale Close, Eastbourne, si è dichiarato colpevole nel corso di un’udienza che si è tenuta ieri, dopo essere stato segnalato per abusi analoghi con altre vittime. Una di queste, Charlotte White, 24 anni e sua ex “amica”, ha raccontato che il Nostro aveva scritto accanto a una sua foto trafugata: “100 per stuprarla, 50 per metterla incinta e 20 per farla abortire”. L’avvocato di Whiting ha sostenuto in sua difesa che quei comportamenti da lui messi in atto risalgono a un “periodo buio” della sua vita, durante il quale aveva difficoltà a trovare lavoro. “Ha disgusto di sé”, ha aggiunto il legale. “Non esce più di casa e gli amici lo hanno ostracizzato. L’unica spiegazione è che beveva troppo. E non avremme mai immaginato che quelle ragazze potessero accorgersi della cosa”. Il giudice distrettuale Teresa Szagun ne ha consentito il rilascio su cauzione e ha fissato la prossima udienza per il prossimo 4 aprile, in attesa di una sentenza definitiva.

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