Mario Castagnacci, uno dei due fermati (Websource)

Mario Castagnacci, uno dei due giovani arrestati con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Emanuele Morganti ad Alatri, era stato in carcere per possesso e spaccio di droga e poi liberato proprio poche ore prima del massacro. Ora il consigliere del Csm Pierantonio Zanettin ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sul giudice del tribunale di Roma che ha disposto la sua scarcerazione. “La tragica vicenda di Alatri, con la morte a seguito di un feroce pestaggio di Emanuele Morganti, pone all’opinione pubblica anche seri interrogativi sulla correttezza dell’iter processuale di uno dei due arrestati”, scrive nella lettera inviata al Comitato di presidenza del Csm. E poi prosegue: “La vicenda processuale, frutto di una interpretazione giuridica del fatto reato, che può essere definita, nella migliore delle ipotesi, benevola, merita un approfondimento da parte del Consiglio Superiore della Magistratura per verificare la correttezza dell’iter. È del tutto evidente che gli esiti tragici della vicenda non possono essere addebitati al magistrato che ha disposto la scarcerazione dello spacciatore, ma è altrettanto evidente che si sarebbero evitati, applicando canoni ermeneutici diversi e più rigorosi, in tema di spaccio di stupefacenti”.

E infine conclude: “Chiedo l’apertura di una pratica in prima commissione, per valutare se emergano profili di incompatibilità, ex art. 2 della legge sulle guarentigie dei magistrati, nei confronti del Giudice del Tribunale di Roma che ha disposto la scarcerazione, senza obbligo di firma, di Mario Castagnacci, nonostante fosse stato trovato in possesso di grandi quantità di stupefacenti e fosse recidivo (300 dosi di cocaina e 150 di crack, n.d.r.)”.

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F.B.