Bossetti si appella ai giudici: “Cerchiamo la verità per Yara”

(foto dal web)

Inizierà il prossimo 30 giugno davanti alla Corte d’Assise di Brescia il processo d’Appello nei confronti di Massimo Bossetti, dopo la condanna all’ergastolo giunta lo scorso primo luglio nel processo per la morte di Yara Gambirasio. Il muratore di Mapello, qualche giorno dopo la condanna, aveva detto: “Mi stanno uccidendo dentro. Mi hanno portato via tutto: la vita, i figli. E’ una tortura”. Ora, alla vigilia del nuovo processo, Bossetti ha di nuovo preso carta e penna per scrivere ai giudici: “Vi chiedo di non accecarvi, occultando, insabbiando, ormai evidenze, prove tangibili sotto gli occhi del mondo intero e se veramente come me avete sete di verità e giustizia, allora dimostratemelo”.

Questa la richiesta di Bossetti nella lunga missiva: “Concedetemi la visione di tutti i reperti in possesso delle autorità competenti che ancora oggi alla mia difesa non è mai stata consentita la possibilità nel visionarli e garantitemi […] di poter effettuare una Super Perizia affidandola ad analisti che non siano né dell’accusa, né della difesa, ma imparziali, affinché si possa fugare ‘ogni OMBRA DI DUBBIO’ e garantirvi la certezza nella mia innocenza ed estraneità ai fatti”. Spazio anche per la vittima di questa tragedia, la povera Yara Gambirasio: “La società ha sete di verità se non volete farlo per me, facciamolo tutti per Yara, la povera Yara, l’angelo di tutti noi, che malvagiamente, sadicamente è stata strappata dalla sua innocente quotidianità”.

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GM