(David Ramos/Getty Images)

Paura in Abruzzo dove per la prima volta è stata riscontrata a un migrante la loiasi, una malattia rara, dovuta a un parassita presente nell’Africa subsahariana. La patologia, con pochissimi casi in Italia, è stata rilevata all’ospedale dell’Aquila, dopo un’accurata investigazione medica, su un nigeriano di 27 anni, che da alcuni mesi si trova nel capoluogo regionale. La malattia non è contagiosa e l’uomo, ricoverato e dimesso nei giorni scorsi dal San Salvatore, non dovrebbe correre particolari pericoli, anche se è tenuto sotto osservazione. Nelle sue forme più gravi, la loiasi fa sviluppare l’encefalopatia, per cui gli specialisti hanno predisposto un programma terapeutico, anche se i farmaci specifici non sono immediatamente disponibili nel nostro Paese, vista proprio la rarità del caso.

La malattia si caratterizza per la presenza di un corpo estraneo all’interno di un occhio e un forte, insistente prurito sulla pelle che durava da giorni. Così, il nigeriano si era presentato nei giorni scorsi al pronto soccorso proprio con questi sintomi ed era stato ricoverato nel reparto di malattie infettive, dove era anche stato sottoposto a più visite oculistiche, senza alcun esito. Solo esami più approfonditi hanno consentito di elaborare la diagnosi e stabilire una prognosi: ci si trovava, hanno spiegato i medici, davanti a un caso di microfilarie, riconducibile a un verme parassita, presente nella aree tropicali. Nel caso del paziente nigeriano, il parassita si era spostato dall’occhio al sangue, dove è stato intercettato.

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GM