(Websource / Metro.co.uk)

Un malato di sclerosi multipla è morto dopo essere stato picchiato da un uomo che in teoria avrebbe dovuto prendersi cura di lui. L’inglese Christopher McAllister, 30 anni, ha inflitto lesioni multiple a Paul Roddy (56), nella sua casa di Gorton, nei pressi di Manchester, dove lo assisteva dall’aprile 2015. Soltanto otto mesi più tardi Roddy è stato trovato morto in un letto, con due costole rotte, lacerazioni su entrambe le orecchie, un timbro sulla testa e numerose altre lesioni. Alla corte di Manchester è stato spiegato che McAllister è stato visto mentre prendeva a calci e pugni la vittima, dopo che l’uomo si era sporcato da solo. Roddy era anche mal nutrito, visto che pesava meno di 50 chili.

La causa ufficiale della sua scomparsa è una polmonite, ma è stato appurato che le lesioni subite hanno accelerato la sua morte. McAllister, che secondo il suo avvocato non era “socialmente, mentalmente e fisicamente incapace di essere un badante”, è stato condannato a 10 anni di carcere per omicidio colposo. Questa la sentenza letta dal giudice Mark Turner: “Hai causato tutte le ferite e accetto il fato che alcune di esse siano state accidentali, ma sono convinto che in un certo numero di occasioni tu abbia perso la calma e sia diventato violento. Avresti dovuto essere a conoscenza dell’impatto di certi danni su persone che sono nelle condizioni in cui era Roddy”. La figlia di Roddy, Zoe, ha così commentato la sentenza: “Era mio padre e non l’avrei mai trattato in quel modo. Ora mio figlio dovrà crescere senza il suo nonno: nei miei sogni avrebbe dovuto accompagnarmi all’altare, ma ora so che questo non potrà mai accadere”.

C.C.