Uccisa dal fidanzato geloso: “Non voleva lasciarla partire”

Janira D’Amato (Facebook)

Terribile la confessione di Alessio Alamia Burastero, poco più che ventenne, che venerdì sera ha ucciso la fidanzata Janira D’Amato, trovata cadavere sul pavimento del salotto di una abitazione in piazzetta Morelli, a Pietra Ligure. Era stato il giovane stesso a contribuire al ritrovamento del cadavere. Il ragazzo si era confidato con uno zio, residente ad Albenga, sempre nel savonese, e questi lo ha convinto a costituirsi e a raccontare quanto aveva commesso. Pare che Janira D’Amato, dopo aver finito l’alberghiero, sognava di far carriera nel mondo della ristorazione, magari imbarcandosi su qualche nave da crociera e su Facebook scriveva: “Arriverò dove nessuno se lo sarebbe mai aspettato”.

Alessio era contrario al fatto che la giovane partisse e proprio per questo c’era stata una rottura tra i due, nei giorni precedenti all’omicidio. A quel punto, il ragazzo aveva chiesto un chiarimento ed era scattata la trappola, come purtroppo avviene spesso nei casi di femminicidio: Janira D’Amato ha infatti accettato, andando incontro alla morte. Peraltro ad Alessio Alamia Burastero potrebbe essere contestata la premeditazione: quell’arma “l’ho portata in tasca tutto il giorno”, ha confessato l’assassino al magistrato. Grazie al racconto di alcuni amici, ora gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il movente dell’omicidio.

“Per lui era un’ossessione, era geloso, non voleva accettarlo. E dire che pure avevamo provato a farlo ragionare, gli dicevamo: ma guarda che è un’occasione, almeno uno di voi avrà un lavoro”, ha rivelato un amico a proposito delle paure del giovane che la fidanzata, dopo essersi imbarcata per i primi viaggi su qualche nave da crociera potesse dimenticarsi di lui.

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GM