L’uomo più fortunato del mondo: batte il cancro per nove volte

(Websource/thesun.co.uk)

Andrew Kuzyk, 54 anni, afferma di essere l’uomo più fortunato del mondo dopo aver sconfitto il cancro per ben nove volte. A 8 anni di età parte di un orecchio gli venne rimossa a causa di una aggressiva forma di tumore alla pelle. Ma era solo l’inizio delle sue tribolazioni. La seconda volta che la malattia lo aveva colpito era stata all’insorgere di un raro tipo di cancro alle ossa, chiamato osteosarcoma. Per questo motivo Andrew si era visto asportare parte del perone. Da lì in poi sono sorte altre forme di melanomi, tra i quali uno alla cistifellea in seguito al quale all’uomo erano stati dati al massimo due anni di vita. Questo combattente che vive in Georgia, negli Stati Uniti, è però sopravvissuto fino ad oggi, e dieci anni fa ha battuto anche un cancro ai reni all’ultimo stadio. Una malattia mortale che conta solamente un tasso di sopravvivenza del 4%. Il mese scorso poi ha avuto la meglio su tre melanomi cancerosi che gli sono stati rimossi, ma Andrew sdrammatizza: “Il cancro è diventato un mio amico…sul serio, mi sento molto fortunato, ho diversi membri della mia famiglia ed alcuni amici che non sono sopravvissuti ai tumori che ho avuto io. Ho capito che la mia missione è aiutare gli altri che stanno combattendo contro questa orribile malattia in tutte le sue forme. Voglio dare loro speranza”.

Highlander

Tra gli organi colpiti, c’era stato in particolare un tumore alla colecisti che aveva richiesto la rimozione della cistifellea, per evitare che anche i tessuti circostanti si danneggiassero. E tre anni dopo anche la pelle era stata affetta da una forma aggressiva di cancro, stavolta alla pelle. Nella fattispecie Andrew presentava una patologia chiamata ‘Sindrome di Nevi Displastic’, o sindrome di melanoma familiare, che gli provocava il sorgere di grosse macchie sulla cute. Ma la battaglia più difficile questa persona l’ha portata a casa nel 2003, contrastando una forma mortale di cancro ai reni: “Ho avuto la forma più avanzata della malattia, faccio parte di quel 4% che riesce a farcela e non ho mai pregato come allora per la mia guarigione. Poi a marzo ho avuto l’asportazione di tre nei scuri che erano sintomo evidente di un nuovo melanoma. Penso di essere ancora qui a raccontare la mia storia solamente grazie alla mia grinta, alla fede ed alla determinazione, oltre che alla bravura dei dottori che mi hanno avuto in cura”. L’uomo pensa che tutto sia da ricondurre ai geni della sua famiglia: entrami i genitori ed anche i nonni sono morti per questo motivo.

S.L.

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