Roberta, morta di parto a 39 anni: indagine sui medici

Roberta con il suo primo figlio (Facebook)

La donna che è morta poche ore dopo aver dato alla luce due gemelli si chiamava Roberta Porru ed aveva 39 anni. Tutta la comunità di Iglesias in Sardegna è sconvolta per quello che è accaduto alla loro concittadina, già mamma di un bellissimo bambino. Roberta ha partorito i due gemelli sani al Cto di Iglesias. Poi per lei è iniziato un calvario. La 40enne ha avuto un’emorragia diverse ore dopo il parto, è entrata in coma ed è stata trasferita prima all’ospedale Santa Barbara e poi al Brotzu di Cagliari dove è morta dopo qualche ora. Ora si indaga per comprendere cosa sia accaduto e se ci siano responsabilità.

Ora iniziano a muoversi le istituzione anche se capire di chi sia la colpa rimarrà solo una magra consolazione per i famigliari di Roberta. La Direzione generale dell’Azienda per la Tutela della salute della Sardegna, d’intesa con la direzione della Assl di Carbonia, ha chiesto una prima relazione su quanto avvenuto al Cto di Iglesias. Ecco la nota pubblicata dalla Regione: “Da quanto emerge dalla ricostruzione dei medici del reparto, la signora è stata sottoposta a taglio cesareo sabato 8 aprile, alle 9,12: la paziente, riferiscono nella relazione, ha avuto un decorso postoperatorio senza problemi. Alle 16 di sabato vengono effettuati esami di routine, ripetuti alle 22 evidenziano valori di emoglobina e piastrine nel sangue ridotti, che inducono i medici a disporre due trasfusioni. Poco dopo le 4 – prosegue la ricostruzione – la signora si sottopone a consulenza anestesiologica. Alle 6.30 viene trasferita nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Santa Barbara”.

“Nel pomeriggio di domenica 9, mentre parlava con gli operatori sanitari, la signora accusa un malore e viene sottoposta a Tac total body, che evidenzia la presenza di emorragia cerebrale – prosegue la nota – Alle 18 viene disposto trasferimento alla Neurochirurgia dell’ospedale San Michele di Cagliari. Dall’Azienda ospedaliera Brotzu confermano che al suo arrivo, alle 19.23, la paziente è stata sottoposta a Tac, alle 20 è stata trasferita nel reparto di Rianimazione, fino alla morte avvenuta lunedì alle 15.15”. Nella relazione si parla anche di “imprevedibilità e rarità” dell’evento. Staremo a vedere. Nel frattempo il marito ha dato l’ok per l’espianto e la donazione degli organi della moglie. E si è poi occupato della parte più dura della vicenda: spiegare al loro bimbo perché la mamma non tornerà più a casa dall’ospedale.

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F.B.