Torna a casa e trova la coinquilina sgozzata in bagno – FOTO

Alice Ruggles (foto dal web)

Alice Ruggles, 24enne neolaureata, è stata trovata priva di vita dalla sua coinquilina, Maxine McGill, nel bagno dell’appartamento, in una pozza di sangue, a Gateshead lo scorso ottobre. La ragazza ha spiegato che l’amica stava “cambiando colore”, una delle sue gambe sembrava rotto e “tutto era coperto di sangue”. Inoltre, uno dei suoi coltelli da cucina “molto affilati” mancava dall’appartamento. Alice Ruggles, si è appreso al processo, è stata trovata sgozzata, con una profonda ferita al collo, “da orecchio a orecchio”.

Sotto processo è finito davanti alla Newcastle Crown Court il caporale Trimaan “Harry” Dhillon, 26 anni, accusato di aver ucciso la sua ex fidanzata. L’imputato – che i pubblici ministeri hanno sostenuto non fosse “in grado di accettare” che il suo rapporto con Alice fosse finito – nega l’accusa. Maxine e Alice vivevano nello stesso appartamento dallo scorso giugno: “Abbiamo convissuto molto bene. Era diversa da me, aveva una personalità più vivace”, ha raccontato la giovane, spiegando come tornando a casa ha trovato l’appartamento chiuso e non poteva entrare o ricevere alcuna risposta dalla coinquilina, così ha provato a entrare dalla finestra, facendo la terribile scoperta.

“Manipolatore e possessivo”

Il racconto di Maxine McGill è terrificante: “La prima cosa che ho notato è stata la quantità di sangue ovunque. Per una frazione di secondo ho pensato che era caduta e si era ferita la testa, ma poi ho visto tutto. La quantità di sangue che c’era, la posizione in cui Alice giaceva. Sapevo che non era stata una caduta”. La testimone ha anche detto alla corte che ha trovato una “maschera ornamentale stile tribale” sul pavimento della camera da letto di Alice, che non era lì quella mattina. Quindi ha spiegato che mancava uno dei coltelli e ha descritto l’imputato come “manipolatore e possessivo”.

Ha descritto come un giorno Alice Ruggles era sotto la doccia, quando Dhillon la fece uscire e stare in cucina con lo shampoo sui capelli, solo perché lui doveva andare in bagno. Il rapporto tra i due si era chiuso quando lei aveva scoperto che lui messaggiava con altre ragazze. Da quel momento, l’imputato a volte sembrava “sconvolto e triste”, altre “aggressivo, possessivo”. In ogni caso, Maxine McGill ha confermato che Alice non le aveva detto di alcuna violenza fisica da parte di Dhillon.

Il procuratore Richard Wright ha detto alla corte che Alice era “rapidamente” morta dissanguata sul pavimento dopo aver subito un grave accoltellamento. Il tribunale ha anche sentito come Dhillon avesse usato un ‘ricatto emotivo’ per manipolare Alice e convincerla a tornare con lui, inviandole su Facebook delle foto che lo ritraevano in lacrime e anche messaggi di sua madre. Successivamente aveva minacciato la ex di condividere sui social media foto che la ritraevano in “posizioni sessuali compromettenti”. Per il procuratore, l’imputato era “un uomo ossessivo, geloso e manipolativo” a tal punto da essere capace di uccidere.

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GM