Violenta bimba di 3 anni e riprende tutto col telefono: arrestato infermiere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:03
(Websource / Dailymail)

Un infermiere inglese è stato condannato ad oltre 19 anni di carcere per essersi filmato mentre violentava una bambina di tre anni. George Anderson 27enne infermiere psichiatrico all’ospedale di Torbay, si è introdotto di nascosto nella stanza della piccola vittima e, armato di telefono e iPad, ha ripreso la violenza ai suoi danni. In tribunale ha parlato con disgusto anche la madre della bambina: “Mi sento la madre peggiore del mondo. Lo stupro subito da mia figlia di tre anni ha influenzato ogni aspetto della mia vita e sono convinta che continuerà a farlo. Amo incondizionatamente la mia bambina, ma al momento per esempio non posso vestirla o svestirla, oppure farle il bagno. Le è stata tolta l’innocenza tipica dei bambini, sono molto preoccupata: ogni volta che qualcuno la inquadrerà con un telefono o una fotocamera, le farà ricordare quanto successo. Ogni volta che la guardo immagino il suo piccolo corpo che passa attraverso il trauma di essere violati. Mi sento come se fossi costantemente osservata, come se avessi fallito come genitore”. Alla corte è stato spiegato di come la bambina abbia detto a sua madre, il giorno dopo lo stupro, di essere stata toccata da un medico che riprendeva con il cellulare.

Posso spiegare

La madre a questo punto ha chiamato la polizia e Anderson ha confessato affermando: “Sono un infermiere, mi prendo cura delle persone”. Inizialmente l’uomo ha dichiarato di non ricordare se avesse o meno commesso il fatto, poiché sotto effetto di alcool e stupefacenti. La conferma è stata data dalle immagini della violenza ritrovate dagli inquirenti sul suo cellulare, mentre sul suo iPad sono state trovate immagini di altre simili oscenità. Anderson ha ammesso di aver scattato foto indecenti a bambini in sei occasioni e di averne aggrediti sessualmente almeno 13. L’avvocato difensore di Anderson ha affermato che il suo cliente soffriva di depressione da tempo e che in precedenza, nonostante un’infanzia difficile, aveva sempre avuto un buon carattere. La perizia effettuata sull’imputato ha attestato che “Vi è qualche evidenza di un disturbo mentale legato al reato, nel senso che non vi è altra spiegazione. Le sue azioni sono state inspiegabili e sintomatiche di massima depravazione, nonostante l’estrema gioventù della vittima, che era a conoscenza di quanto stava accadendo”. Per Anderson le ipotesi di uscita anticipata dal carcere o di libertà vigilata non saranno prese in considerazione prima che abbia scontato metà della pena comminatagli.

S.L.

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